Chi è Peter Magyar, il leader del partito Tisza che ha sconfitto Orban alle elezioni in Ungheria

Il leader del partito di centrodestra Tisza, Peter Magyar ha vinto le elezioni in Ungheria, segnando per la prima volta dopo 16 anni la fine del dominio politico di Viktor Orban. 45 anni, avvocato ed europarlamentare, Magyar è stato uno dei collaboratori più stretti di Orban, fino alla rottura nel 2024 e il passaggio all'opposizione. I risultati ufficiali attribuiscono al suo partito, Tisza una maggioranza piuttosto ampia: circa 138 seggi sui 199 del Parlamento magiaro. L'affluenza alle urne è stata elevata, superiore al 77%.
Orban ha ammesso la sconfitta schiacciante, parlando di un verdetto "doloroso ma chiaro". Magyar ha voluto sottolineare che "Tisza e l'Ungheria hanno vinto queste elezioni non di poco, ma di molto", aggiungendo: "Insieme abbiamo rovesciato il regime di Orban, liberato l'Ungheria e riconquistato la nostra patria". Il leader ha rimarcato che "nessun partito in Ungheria ha mai ricevuto un mandato così forte", rivendicando la legittimazione politica per una trasformazione profonda del Paese.
La carriera di Magyar dall'inizio
Nato nel 1981 in una famiglia di avvocati, Péter Magyar ha studiato legge e lavorato per diversi anni come consulente legale internazionale. Nel 2006 sposa Judit Varga, che diventerà ministra della Giustizia di Orban e grazie alla quale inizia a lavorare a stretto contatto con le istituzioni, specialmente quelle europee. I due si trasferiscono a Bruxelles e nel 2009 Magyar inizia a lavorare come collaboratore del ministero degli Esteri poi, nel 2011 come diplomatico specialista nella Rappresentanza Permanente dell'Ungheria presso l'Ue. Negli anni successivi si avvicina sempre di più ad Orban ma resta ai margini della politica, ricoprendo perlopiù incarichi in aziende pubbliche e occupandosi della comunicazione di Varga. Poi i due divorziano nel 2023. La separazione sarà burrascosa, con accuse di violenze da parte dell'ex ministra della Giustizia, respinte da Magyar.
La rottura con Orban e l'uscita da Fidesz
Subito dopo arriva anche la rottura con Orban. A determinare l'uscita da Fidesz un episodio specifico: ovvero la decisione della presidente della Repubblica ungherese Katalin Novák di graziare un uomo vicino al partito e condannato di aver insabbiato abusi sessuali su minori avvenuti in un orfanotrofio statale. Il decreto di grazia era stato co-firmato anche dalla ministra della giustizia ed ex moglie di Magyar, che pochi mesi dopo ha rassegnato le dimissioni insieme alla presidente. Nel febbraio 2024 Magyar appare a sorpresa su un canale YouTube legato all'opposizione e accusa Orban di non essersi assunto le sue responsabilità per il fatto. Con queste parole annuncia l'addio al partito: "Non voglio essere parte di un sistema in cui le persone davvero al potere si nascondono dietro le gonnelle".
L'ingresso in Tisza e la campagna contro Orban
Successivamente decide di entrare in Tisza, un piccolo partito di centrodestra rimasto fuori dal Parlamento. Magyar ne assume la leadership e riesce a plasmare il partito secondo il suo orientamento: conservatore, cattolico ed europeista (a Bruxelles siede con il Ppe). Nei mesi successivi inizia la sua campagna elettorale, fatta di comizi e visite nelle città, periferie e villaggi remoti, dove la base di consensi di Orban era più forte.
L'orientamento politico di Magyar
Al centro del suo programma la lotta alla corruzione e la crescita economica, che secondo il leader deve partire da un riavvicinamento all'Ue. In questo momento infatti, una buona fetta dei fondi di coesione e del Piano di ripresa destinati all'Ungheria si trovano congelati a Bruxelles come conseguenza delle politiche illiberali attuate da Orban. Magyar intende ripristinare i rapporti con l'Ue, dopo anni di veti che hanno costretto il Consiglio europeo ad approvare risoluzioni con la formula "a 26", contribuendo all'immagine di un'Europa debole, incapace di decidere in maniera compatta.
In questo senso Magyar si pone in completa rottura rispetto al suo predecessore che aveva consolidato un controllo esteso su magistratura, media e istituzioni pubbliche. Il leader di Tisza promette discontinuità e gode di una maggioranza ampia per poter intervenire. Va detto però, che la sua resta una piattaforma di destra, conservatrice, con posizioni rigide su alcuni temi, come ad esempio l'immigrazione. Bisognerà vedere se sarà davvero in grado di stravolgere il modello Orban e trasformare il Paese con riforme efficaci e durature.