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31 Ottobre 2022
08:36

Chi è Lula, il nuovo Presidente del Brasile di sinistra che ha battuto Bolsonaro

Luiz Inácio Lula da Silva, soprannominato Lula, 77 anni, è il nuovo presidente del Brasile. Il leader della sinistra ha battuto Jair Bolsonaro con il 50,90% dei voti. “Hanno provato a seppellirmi, ma sono risorto”
A cura di Gabriella Mazzeo
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Lula insieme a degli indigeni
Lula insieme a degli indigeni

Luiz Inácio Lula da Silva è diventato presidente del Brasile per la terza volta, battendo al ballottaggio Jair Bolsonaro, candidato della destra attualmente in carica. L'ex sindacalista ha ottenuto il 50,90% dei voti contro il 49,10% di Bolsonaro, che però non riconosce la vittoria dello sfidante.

Lula però era già dichiaratamente in vantaggio dalla prima turnazione, dove aveva ottenuto il 48,4% dei voti. Bolsonaro, invece, aveva portato a casa il 43,3% delle preferenze. Secondo i sondaggi condotti la settimana prima delle elezioni, Lula avrebbe dovuto vincere con un margine del 53% contro il 47% del leader della destra.

Il leader di sinistra torna ad essere presidente per la terza volta a 77 anni dopo il mandato del 2002 e quello del 2006. Lula, da sempre impegnato per i diritti dei lavoratori, è stato il primo presidente brasiliano senza un diploma universitario. La sua terza vittoria arriva dopo una condanna a 19 mesi di carcere per corruzione: l'ex sindacalista è stato scagionato da tutte le accuse nel 2021 dopo aver scontato 580 giorni di reclusione.

"Oggi ha vinto il popolo brasiliano – ha sottolineato l'ex sindacalista subito dopo la vittoria -. Non si tratta di una vittoria mia o del partito, ma di un immenso movimento democratico. Hanno cercato di seppellirmi vivo ma ho avuto un processo di resurrezione nella politica brasiliana. Sono qui per governare il Paese in un momento difficile ma troveremo le risposte. Il Brasile è pronto per lottare contro la crisi climatica e per la deforestazione zero dell'Amazzonia". Poi ha aggiunto: "La maggioranza del popolo ha lasciato detto chiaro che desidera più democrazia e non meno. Vuole più libertà, più uguaglianza e più fraternità".

Luiz Inácio Lula da Silva, nuovo presidente del Brasile
Luiz Inácio Lula da Silva, nuovo presidente del Brasile

Chi è Lula: gli anni da sindacalista e la carriera politica

Lula, candidato del Partito dei lavoratori, nacque nel 1945 nello Stato brasiliano rurale di Pernambuco. A 7 anni si trasferì con la famiglia povera e analfabeta a Santos, nello Stato di San Paolo. Lula lasciò poi la scuola dopo la quarta elementare per lavorare come lustrascarpe. A 14 anni trovò il suo primo lavoro regolare in una fabbrica di rame e potè proseguire gli studi per ottenere il diploma equivalente al conseguimento della scuola superiore. A 19 anni perse il mignolo della mano sinistra mentre stava lavorando il fabbrica e fu allora che iniziò la sua attività sindacale. Il suo impegno per i lavoratori lo portò poi alle elezioni che lo decretarono presidente dal 2003 al 2011.

La fondazione del Partito dei Lavoratori

Il Partito dei Lavoratori nacque nel 1980 per raccogliere diverse sensibilità culturali, dai cristiani fino ai comunisti. Il Partito non aderì ad alcuna Internazionale e alle sue prime elezioni pluripartitiche ottenne il 3,5% dei voti. Nel 1986, con le prime vere libere elezioni, raddoppiò i suoi consensi fino al 6,9%. Quell'anno, Lula conquistò un seggio al Congresso brasiliano.

Forte della suo impegno nel sindacato dei lavoratori dell'acciaio (del quale fu eletto presidente nel 1978), infatti, il nuovo leader del Brasile permise all'allora nascente Partito dei Lavoratori di ottenere alla prima turnazione una percentuale sufficiente per garantirne la sopravvivenza e la crescita. Nonostante la sconfitta, infatti, le elezioni del 1982 permisero al Partito dei Lavoratori di raddoppiare le sue percentuali appena quattro ani dopo.

I sostenitori di Lula radunati in strada a San Paolo
I sostenitori di Lula radunati in strada a San Paolo

I due mandati da Presidente nel 2002 e 2006

Nel 2002, Lula divenne il candidato presidente contro il leader di centro José Serra del Partito della Social Democrazia Brasiliana. L'ex sindacalista vinse le elezioni con il 61% delle preferenze: ottenne 52,4 milioni di voti ovvero il numero più alto della storia democratica del Brasile. Il 29 ottobre del 2006 fu riconfermato presidente con oltre il 60% dei voti al ballottaggio. Lula sconfisse il candidato del PSDB Geraldo Ackim.

Al centro della sua agenda politica vi sono sempre stati i programmi sociali. L'ex sindacalista, infatti, portò avanti fin da subito un progetto per sradicare la fame dal Paese, seguendo l'esempio di iniziative già messe in pratica da Fernando Henrique Cardoso. Lula ampliò questi programmi con "Fome Zero", iniziativa che prevedeva la costruzione di cisterne per l'acqua nella regione semi-arida di Sertão, azioni per contrastare le gravidanze tra le adolescenti e rafforzare l'agricoltura familiare distribuendo una quantità minima di denaro ai poveri.

Altro grande programma sociale fu "Bolsa Familia", basato sul precedente programma "Bolsa Escola" per contrastare l'abbandono scolastico. Bolsa Familia prevedeva anche quote per il cibo e il gas da cucina ed è stato preceduto dalla creazione del nuovo Ministero per lo Sviluppo Sociale e la Lotta alla Fame. La fusione ridusse notevolmente i costi amministrativi e i tempi burocratici per le famiglie coinvolte. Il programma fu elogiato a livello internazionale nonostante alcune critiche interne al Paese.

I sostenitori di Lula festeggiano la vittoria, San Paolo
I sostenitori di Lula festeggiano la vittoria, San Paolo

Le inchieste per corruzione e la condanna annullata

Il candidato del Partito dei lavoratori è tornato alla politica dopo aver scontato una condanna di 19 mesi di carcere a causa di alcune false accuse per corruzione. Nel 2016, infatti, venne coinvolto nella Operação Lava Jato (Operazione Autolavaggio) e fu accusato di aver ricevuto denaro e favori da parte di imprese. Il 4 marzo dello stesso anno fu fermato e interrogato per tre ore per l'accusa di corruzione.

L'ex sindacalista respinse le accuse, ma dopo un anno fu condannato per aver ricevuto, secondo la magistratura, tangenti del valore di 3,7 milioni di reais. In primo grado fu condannato a a nove anni e mezzo di prigione, ma rimase libero in attesa dell'appello.

In secondo grado la pena, però, fu aumentata a 12 anni e la Corte suprema respinse il suo appello contro la provvisoria esecutività della sentenza. Il 7 aprile 2018, dopo aver tenuto un discorso di fronte al Sindacato dei Lavoratori Metallurgici dell’ABC a São Bernardo do Campo, Lula si consegnò spontaneamente alla Polizia Federale.

Nel novembre del 2019 il Tribunale supremo federale decise di scarcerarlo in attesa della sentenza definitiva dopo 580 giorni di detenzione mentre nel 2021 fu prosciolto da ogni accusa, tornando quindi eleggibile e riacquisendo i suoi diritti politici.

Il programma di Lula, nuovo Presidente del Brasile

Il programma del nuovo presidente prevede 13 assi tematici, tra cui lo sviluppo economico con investimenti, la transizione ecologica, la reindustrializzazione del Brasile e l'agricoltura sostenibile. Poco dopo aver vinto le elezioni, infatti, Lula ha sottolineato di essere pronto a combattere la "deforestazione dell'Amazzonia" e il cambiamento climatico. "Avere un polmone verde vivo e integro in Brasile vale molto di più di un po' di legna tagliata illegalmente"

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