Opinioni
Aggiornamenti sul referendum in Catalogna
19 Ottobre 2017
10:29

Catalogna, Puigdemont: “Senza dialogo dichiareremo l’indipendenza”. Madrid sospende autonomia

Con una lettera, anticipata dal quotidiano El Mundo, Puigdemont risponde al premier Mariano Rajoy: nel caso in cui Madrid dovesse rifiutarsi di attivare un tavolo di trattativa come richiesto lo scorso 16 ottobre, la Catalogna dichiarerà l’indipendenza unilaterale. L’ipotesi di commissariamento della regione “ribelle” a questo punto appare sempre più concreta.
A cura di Charlotte Matteini
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Aggiornamenti sul referendum in Catalogna

Aggiornamento: Il governo spagnolo non si ritiene soddisfatto della risposta del governo catalano e continuerà quindi con le procedure previste nell'articolo 155 della Costituzione. Sabato si terrà un Consiglio dei ministri riunito in forma straordinaria per approvare le misure da portare in Senato per "ristabilire l'ordine costituzionale nella comunità autonoma". Verrà quindi sospesa l'autonomia catalana.

Alle 10 del mattina di oggi, giovedì 19 ottobre, scadono i termini dell'ultimatum alla Catalogna lanciato la scorsa settimana dal premier spagnolo Mariano Rajoy. Se entro la mattinata, dunque, il presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, non disconoscerà i risultati del referendum per l'indipendenza dello scorso 1 ottobre e di pari passo non rinuncerà a dichiarare l'indipendenza unilaterale della regione autonoma, il governo di Madrid procederà immediatamente con l'attivazione delle procedure costituzionali per l'applicazione dell'articolo 155. Con l'applicazione del 155 la Catalogna perderebbe l'autonomia e finirebbe per essere commissariata dal governo centrale e otterebbe dunque un effetto diametralmente opposto rispetto a quello che avrebbe voluto sancire con il referendum del primo ottobre.

Nella serata di ieri Rajoy sembrava essere disposto a rinunciare all'applicazione del 155 nel caso in cui Puigdemont avesse scelto di mandare la Catalogna a elezioni regionali anticipate, ma quest'ipotesi pare non sia mai stata presa in considerazione del presidente della Generatitat. Su pressione dei partiti indipendentisti, Cup in prima linea, Puigdemont avrebbe deciso di andare avanti con la dichiarazione unilaterale di indipendenza, nonostante il rischio commissariamento. In una missiva anticipata dal quotidiano El Mundo si legge:

"Il popolo della Catalogna con il referendum del primo ottobre ha approvato l'indipendenza, con l'avvallo di un'elevata percentuale di votanti, percentuale superiore a quella che ha permesso al Regno Unito di iniziare il processo per la Brexit e un numero di catalani maggiore rispetto a quanti votarono lo Statuto dell'autonoma della Catalogna.

Il 10 ottobre il Parlamento si è riunito in seduta plenaria con l'obiettivo di riconoscere il risultato del referendum e i suoi effetti e successivamente ha proposto di sospendere il percorso. Lo ha fatto per cercare di intaprendere un dialogo e nella mia precedente risposta di lunedì 16 ottobre ho richiesto una riunione, che tuttavia non si è tenuta. Allo stesso modo, non è proseguita la repressione, incrementata dall'arresto del presidente di Omnium Cultural e del presidente dell'Assemblea Nacional Catalana.

La nostra sospensione rimane in vigore. Se però il governo persiste nell'impedire un dialogo e nel perseguire la repressione, il parlamento catalano potrà procedere, se lo riterrà opportuno, a votare la dichiarazione di indipendenza che non ha votato lo scorso 10 ottobre". 

In poche parole, dunque, la Catalogna è a un bivio: da una parte Puigdemont sta cercando di attivare un tavolo di trattativa con il governo centrale di Madrid per arrivare a un accordo, accordo che però presuppone sostanzialmente il riconoscimento da parte di Madrid del risultato referendario dello scorso primo ottobre, dall'altra parte però Rajoy non sembra affatto intenzionato a concedere margini di trattativa ai secessionisti catalani e dunque, a questo punto, stante la non risposta di Puigdemont – che secondo l'ultimatum avrebbe dovuto disconoscere entro oggi il risultato referendario e rinunciare alla Dui – l'attivazione del 155 e il conseguente commissariamento della regione catalana appare ormai un'ipotesi in via di concretizzazione.

Milanese, classe 1987, da sempre appassionata di politica. Il mio morboso interesse per la materia affonda le sue radici nel lontano 1993, in piena Tangentopoli, grazie a (o per colpa di) mio padre, che al posto di farmi vedere i cartoni animati, mi iniziò al magico mondo delle meraviglie costringendomi a seguire estenuanti maratone politiche. Dopo un'adolescenza turbolenta da pasionaria di sinistra, a 19 anni circa ho cominciato a mettere in discussione le mie idee e con il tempo sono diventata una liberale, liberista e libertaria convinta.
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