Aggiornamenti sul referendum in Catalogna
18 Ottobre 2017
08:05

Catalogna, in migliaia di nuovo in piazza contro l’arresto dei leader indipendentisti

Proteste in Catalogna a poche ore dallo scadere dell’ultimatum di Madrid per l’arresto dei due leader indipendentisti, Jordi Sánchez e Jordi Cuixart, accusati di sedizione.
A cura di Susanna Picone
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La Catalogna torna a manifestare per chiedere l'immediata liberazione di Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, i leader di Anc e Omnium arrestati lunedì per ordine di un giudice spagnolo che li accusa di sedizione. Dopo le proteste della mattinata, decine di migliaia di persone sono scese in piazza nella serata di ieri in diverse città della Catalogna e in particolare a Barcellona, dove secondo le stime della polizia urbana della capitale catalana si sono mobilitate duecentomila persone. Candele accese in mano, il grido è sempre lo stesso: “Llibertat”. Per Ada Colau, sindaca di Barcellona, l'arresto dei due leader “è totalmente ingiusto ed è un grave errore che allontana le possibilità di dialogo con Madrid”. Per il presidente catalano Puigdemont “la Spagna torna a avere prigionieri politici” come ai tempi della dittatura franchista. Il governo catalano ha condannato come “una vergogna democratica” gli arresti. “Ciò che non aveva osato fare il franchismo – ha detto il portavoce Jordi Turullu – lo ha fatto un tribunale del ventunesimo secolo. Due persone innocenti sono state private di libertà da un tribunale incompetente per reati inesistenti”.

Domani scade l'ultimatum di Madrid – Il governo catalano ha risposto al secondo ultimatum di Madrid che scade domani mantenendo l'offerta di dialogo senza cambiare sostanzialmente i termini della prima risposta ritenuta “non valida” dal governo spagnolo. Il portavoce del governo catalano ha detto che agiranno in base alla risposta di Madrid e ha aggiunto che “il nostro impegno con i risultati del referendum di indipendenza è totale”. “Siamo disposti a dialogare con chi vuole dialogare. Ma questa volontà di dialogo non la si può mantenere in un clima di repressione crescente”, così il vicepresidente catalano Oriol Junqueras. “Non possiamo essere governati – ha aggiunto – da coloro che usano le istituzioni per commettere ogni tipo di reati e cospirare”.

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