Cameron lancia ultimatum all’Europa: “Londra resterà nella Ue solo a 4 condizioni”

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Lettera del Premier britannico ai rappresentati dell’Ue per avviare i negoziati in vista del referendum per l’uscita dall’Ue: “A volte la risposta ai problemi è meno Europa”

"Il Regno Unito è forte e può stare benissimo anche senza stare in Europa", con queste parole il Primo ministro inglese David Cameron ha lanciato un nuovo  ultimatum a Bruxelles chiedendo riforme urgenti nei trattati comunitari e preparandosi ad attuare in caso contrario la sua strategia di uscita dall'Unione Europea. "Non c’è dubbio che la Gran Bretagna possa avere successo fuori dall’Europa, la questione è se possiamo avere più successo dentro che fuori" ha spiegato infatti Cameron annunciando la lettera inviata al presidente Ue Donald Tusk e al presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, aggiungendo: "L’Unione deve cambiare, diventare più competitiva. Ammettiamo che la risposta a ogni problema non è sempre ‘più Europa'. A volte è ‘meno Europa'". La missiva nel dettaglio elenca una sere di richieste che rappresentano i punti da negoziare con i partners europei in vista del referendum sull'adesione britannica all'Unione.

La lettera di Cameron si basa su quattro ambiti principali già noti. In Primis il Regno Unito chiede che siano protetti i diritti degli Stati che non appartengono alla zona euro, rafforzando le loro relazioni economiche e commerciali; vuole la possibilità di chiamarsi fuori dalle future misure destinate ad aumentare l'integrazione europea; chiede che i Parlamenti nazionali possano fermare proposte legislative comunitarie; ed infine vuole vincoli che arginino l'immigrazione comunitaria e l'accesso al welfare ai lavoratori da altri Paesi membri. "Ho molta fiducia nel fatto che raggiungeremo un accordo che funzioni per il Regno Unito e per i nostri soci europei" ha spiegato Cameron, aggiungendo: "Non è un obiettivo impossibile, ma se le nostre legittime richieste sbatteranno contro la sordità dei nostri interlocutori la Gran Bretagna valuterà se l'adesione alla Ue è davvero vantaggiosa".

"Con la lettera di Cameron possono ora partire i negoziati", si è limitato a commentare invece Tusk, ma dai primi commenti che arrivano da Bruxelles l'impressine non sembra positiva. La lettera "sarà analizzata", ma "a prima vista ci sono aspetti fattibili come quello sul ruolo dei parlamenti nazionali, altri difficili, come quelli sui rapporti con i paesi dell'eurozona e gli opt-in e gli opt-out e altri altamente problematici, che toccano le libertà fondamentali del mercato interno" ha spiegato infatti il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas, sottolineando che nell'ultima categoria ricadono "le discriminazione tra cittadini europei".

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