"9 ottobre.  E' morto in Bolivia il delinquente comunista ‘Che' Guevara, la cui eredità ispira solo emarginati, drogati e la feccia di sinistra". Sono le parole durissime con cui il presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha scelto di ricordare ai suoi follower l'anniversario della morte del guerrigliero argentino-cubano Ernesto ‘Che' Guevara. 

Guevara prese parte alla rivoluzione cubana assumendo un ruolo nel nuovo governo dell'isola, secondo per importanza solo a Fidel Castro, suo alleato politico. Nella prima metà del 1965 lasciò Cuba per attuare la rivoluzione popolare in altri Paesi, prima nell'ex Congo belga, poi in Bolivia. L'8 ottobre 1967, a La Higuera, venne ferito e catturato da un reparto antiguerriglia dell'esercito boliviano assistito da forze speciali statunitensi costituite da agenti speciali della CIA. Il giorno successivo venne giustiziato sommariamente.

Il presidente brasiliano ha accompagnato il suo tweet con una fotografia del militante rivoluzionario proprio dopo l'arresto proseguendo: "Con la sua fine il comunismo ha perduto forza in America latina, ma è ritornato con il ‘Forum di San Paolo' (che raggruppa personalità della sinistra latinoamericana) che noi continuiamo a combattere".

Un altro leader politico sudamericano che non ha nascosto la propria soddisfazione per l'uccisione del ‘Che' è stata la presidente ad interim boliviana Jeanine Añez, secondo cui "con la sconfitta di Ernesto ‘Che' Guevara, la Bolivia ha dimostrato che nessun tipo di dittatura – comunista, fascista o populista – avrà mai legittimità nei suoi confini".

Non è la prima volta che l'uso di Twitter da parte del presidente Bolsonaro suscita polemiche e perplessità. A marzo di quest'anno la piattaforma social ha rimosso alcuni post del presidente in cui quest'ultimo criticava le misure di contenimento che, alcuni governatori locali, hanno adottato per arginare la pandemia di coronavirus. Bolsonaro, insieme a Donald Trump e altri leader populisti, hanno fatto largo uso dei social per minimizzare l'impatto della pandemia e diffondere fake news.