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Il caso Epstein

Beatrice Keul: “Io molestata da Trump, ora ricevo minacce di morte. Tante donne italiane vittime di Epstein”

Ex Miss Svizzera, ha denunciato di essere stata molestata da Trump nel 1993: “In due settimane organizzarono eventi per 150 donne. Era criminalità organizzata”. A Fanpage.it racconta i metodi di Epstein, le minacce ricevute e le ramificazioni europee.
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(copyright: BeatriceKeulOfficial; elaborazione grafica: Fanpage.it)
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Beatrice Keul non ha paura di morire. O meglio, ce l'ha, ma continua a parlare lo stesso. Ex finalista di Miss Svizzera, oggi 54 anni e una carriera bancaria alle spalle, è diventata senza volerlo il volto europeo dello scandalo Epstein-Trump. La sua testimonianza al Daily Mail nel 2024 – molestie da parte di Donald Trump e approcci insistenti di Jeffrey Epstein durante il "Donald J. Trump American Dream Beauty Pageant" del 1993 – ha innescato quella che si può definire "l'Epstein Saga". Da allora riceve minacce costanti. "Da quando è morta Virginia Giuffré mi scrivono: se lei non c'è più, neanche tu ci sarai. È solo questione di tempo", racconta a Fanpage.it con un italiano fluente ma dall'accento svizzero marcato.

Eppure continua. A metà dicembre il New York Times scrive un retroscena su lei. Il Daily Beast pubblica gli audio di dettagli da lei raccontati. Perché fa tutto questo? Perché "negli anni '90 noi donne avevamo solo un diritto: soffrire in silenzio. Era sempre colpa nostra, mai dell'uomo". Poi racconta: "Le sorelle Farmer sono andate nel '96 all'FBI e hanno denunciato Epstein, e non hanno fatto niente. Immaginate quante ragazze e quante donne sarebbero state salvate se nel '96 l'FBI avesse fatto il suo lavoro". E sulle ramificazioni del sistema Epstein-Trump che stanno emergendo in tutta Europa. "Sono usciti nomi in Germania, in Francia." E assicura che presto qualcosa si muoverà anche in Italia: "Voi avete sempre avuto le donne più belle ed Epstein e Trump erano interessati a quelle donne. Il vaso di Pandora in Italia non si è ancora aperto del tutto", avverte.

Quando le chiediamo se ha paura di morire, Beatrice Keul non ha dubbi: "Considero voi giornalisti come la mia assicurazione sulla vita. Perché più questa storia viene fuori, meno loro avranno l'intenzione di finirla con me. Almeno è quello che preferisco credere". 

Beatrice Keul con Donald Trump (copyright: BeatriceKeulOfficial)
Beatrice Keul con Donald Trump (copyright: BeatriceKeulOfficial)

Beatrice, intanto le chiedo che cosa prova quando vede in tv il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump?

Io non lo vedo come presidente. Lo vedo come l'uomo che ho conosciuto negli anni '90. Per me è una persona colpevole. Ma la domanda importante non è se è colpevole o no, ma quanto è profonda la sua colpevolezza. How deep is it involved. A quale profondità va la sua responsabilità. È questo quello che oggi è importante.

Mi aiuta a ricostruire la sera del 1993 a New York, quella nella quale lo ha conosciuto?

Dopo aver partecipato a Miss Svizzera, ho ricevuto l'invito direttamente dal "Donald J. Trump American Dream Beauty Pageant", un concorso di bellezza speciale. Avevo tutte le spese pagate. Negli anni '90 l'America era il super dream e lui si vendeva molto bene nei giornali come "Mr. New York". Avevo fiducia. Si metta nei miei panni. Per me era realizzare il sogno americano, appunto. Non mi aspettavo neanche per un secondo che sarebbe stata una trappola. È così che le cose sono andate molto male. E da queste cose non ci si riprende, glielo dico sinceramente.

Cosa è successo? 

Mi chiese di incontrarlo privatamente in una suite al piano superiore. Iniziò subito a palpeggiare, baciare, io l'ho spinto e ho urlato.

Lei è stata quella che ha dato il via a questa storia?

Sì. Era il 2016 quando raccontai la mia storia. A metà dicembre di quest'anno, il New York Times ha ripreso il retroscena e tre giorni dopo il Daily Beast ha confermato tutto con l'audio nel quale si sente la voce di Epstein che mi dice: "Sì, io sono il miglior amico di Don (Trump, ndr)". Sono diventata, senza saperlo, quella che ha lanciato l'Epstein Saga. È da lì che ha preso la dimensione che ha preso. Ora tutti hanno capito che non è solo una storia privata, la mia, ma è la storia che ha lanciato questa cosa che adesso è diventata economica, politica, sociale. C'è tutto: traffico di donne, ci sono i soldi, parliamo di trasferimenti di denaro giganteschi.

Ha avuto testimonianze di altre donne che hanno subito lo stesso trattamento?

Da quando la mia storia è uscita, sono in contatto con altre 26 donne considerate ufficialmente "Women Against Trump". Queste donne hanno fatto esperienze molto brutte con lui, esperienze che duravano già dagli anni '80. Ci sono donne sulla lista che sono state aggredite già anche vent'anni prima di me. E non solo: il Business Insider ha realizzato un'intervista con Steve Bannon, e Steve Bannon dice che Trump ha già pagato più di 100 donne per farle tacere. Dunque, queste sono quelle che sappiamo. Ma ci sono nel mio gruppo donne che sanno tutto ma non vengono fuori. Loro vivendo in America hanno dei vicini MAGA e hanno paura.

In che senso hanno paura?

C'è una ragazza, un'amica, che doveva cambiare appartamento. Persone che sono venute per operare il trasloco erano sostenitori MAGA, l'hanno riconosciuta e non l'hanno aiutata a cambiare appartamento. Questo per dire che loro hanno molta paura. E poi sono in contatto anche con i miei avvocati, che mi hanno messo in contatto con altre vittime di Epstein, perché ci sono tante cose che loro hanno vissuto che io ho vissuto. Quindi, per rispondere alla sua domanda precedente, la risposta è sì, conosco tante ragazze che hanno vissuto queste cose terribili. Io non posso parlare delle altre, la mia storia basta con la mia esperienza e non ho paura di dirlo che tutto questo è stata criminalità organizzata.

Può provare a dirmi come funzionavano le cose? 

Non è solo Epstein. Era una unione di uomini di potere, e per loro c'era solo una cosa importante: la caccia delle donne. Che fossero bambine, donne o giovani, l'età non era importante. Quello che era importante era coprire tutto lo spettro delle donne. Epstein prendeva quello che trovava. Trump seguiva le beauty queens (le reginette di bellezza, ndr). E c'erano anche agenti e CEO di agenzie di moda che facevano lo stesso per le modelle. Tutto lo spettro delle donne era coperto, dalle minorenni in poi.

Quante donne c'erano all'evento al quale per esempio lei ha partecipato?

Eravamo più di 60. Poi c'era un altro evento dove sono stata invitata, dove c'erano anche più di 30. E poi c'era la grande festa di Mar-a-Lago, dove ho detto no. Rifiutai. Dunque: più di 60, più di 30, e di nuovo più di 30. In meno di due settimane siamo già a 150 donne organizzate solo per il loro piacere. Stiamo parlando di qualcosa di enorme.

Epstein le propose anche un incontro col principe Andrew, giusto?

Sì, assolutamente. Mi ha detto che io avevo il "caliber for this league", il calibro per poter stare con il principe Andrew. Lui ha provato tutto quello che poteva: la festa di Mar-a-lago, ha provato i soldi, ha provato ad accreditarsi come il miglior amico di Trump, il principe Andrew. Le ha provate tutte.

Ha avuto l'impressione che lei fosse già stata quasi "venduta" al principe Andrew?

Sì, ma lui non era mai solo il mediatore, ma un attore principale. Un attore molto rodato, che sapeva cosa dire e quando dirlo. C'erano delle ragazze lì per le quali solo la frase "I will take care of you", che lui diceva spesso, sarebbe già bastata. Ma io avevo i diplomi, ero impiegata in banca, avevo tutti i certificati multilingue. Non concepivo questa frase "I will take care of you" – ma come? Non sono stupida, ho i miei soldi, ho una situazione sana. Ma c'erano ragazze lì che con questa frase avrebbero già fatto le valigie e sarebbero già andate a fare quello che voleva lui. Con me non funzionava, e per quello lui aggiungeva sempre un po' di più. "Ah, Mar-a-Lago non basta, take care of you non basta? Ah, allora ok: proviamo il principe, proviamo i miliardari". Voleva veramente essere al 100% sicuro di farmi venire con lui. Era pronto a offrirmi di tutto pur di farmi andare ai suoi eventi.

Come va a finire secondo lei questa storia? Trump pagherà?

Io credo che prima di tutto, con i social, la gente saprà la verità. Perché attualmente quello che sappiamo è solo un amuse-bouche, siamo solo all'inizio del festino. Poi c'è ancora l'entrée, il piatto principale e il dessert. Io credo che non arriverà il tempo del dessert. Solo voi giornalisti e solo noi che siamo le vittime che l'abbiamo vissuto capiamo cosa c'è veramente dietro, come questa gente funziona. Lui troverà sempre un'uscita, che possa essere anche la morte. Ma almeno noi, donne di questo mondo che abbiamo parlato, abbiamo fatto muovere qualcosa. Abbiamo fatto una rivoluzione che non esisteva e non era possibile negli anni '90. Negli anni '90 noi donne avevamo solo un diritto: soffrire in silenzio. Era sempre nostra colpa, non era mai la colpa dell'uomo. E adesso che possiamo parlare tramite voi – perché siete voi la nostra voce, voi giornalisti – almeno le cose cambiano un po'. E soprattutto la gente vede i segnali e li può riconoscere.

Beatrice Keul oggi.
Beatrice Keul oggi.

Lei ha ricevuto molte minacce. 

Sì. Ho avuto tante minacce. E ho anche detto chiaramente dappertutto, a tutti i giornalisti: io non sono suicida. Non ho mai avuto né l'intenzione né l'idea di farlo, e questo è un messaggio molto importante. Perché non si sa mai cosa capita. Ci sono già tante ragazze che sono scomparse da un giorno all'altro. Da quando Virginia Giuffré è morta, hanno cominciato a scrivermi: "Se lei non c'è più, neanche tu ci sarai. È solo questione di tempo". Sarà la mia grande e unica battaglia.

Ha paura per la sua vita?

Considero voi giornalisti come la mia assicurazione sulla vita. Perché più questa storia viene fuori, meno loro avranno l'intenzione di finirla con me. Almeno, è quello che preferisco credere.

Ci sono state anche ramificazioni europee del caso. Crede sia possibile anche in Italia?

Le ramificazioni stanno cominciando in tutta Europa. Sono usciti nomi in Germania, in Francia. Non sono ancora usciti nomi in Italia. Voi in Italia avete sempre avuto le donne più belle, ed Epstein e Trump erano interessati a quelle donne. Mi spiace dirlo, ma il vaso di Pandora in Italia non si è ancora aperto del tutto.

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