Attentati di Parigi: il lavoro della polizia scientifica francese
Subito dopo gli attacchi sanguinari di Parigi di venerdì sera e contemporaneamente alla messa in sicurezza delle aree interessate, la polizia francese ha immediatamente fatto scattare una indagine a tutto campo per cercare di individuare i terroristi autori degli attentati, vivi o morti, e ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. Un'inchiesta che ovviamente appare quantomeno complessa e che per questo si è servita di tutti i maggiori esperti di antiterrorismo del Paese e ovviamente dei servizi di intelligence locali e degli altri Paesi amici nonché della polizia scientifica. Come ricorda Le Monde infatti, appena poche ore dopo gli assalti allo Stade de France, al teatro Bataclan e ai locali parigini, poco prima di mezzanotte, l'indagine era già in mano alla sezione antiterrorismo dell'ufficio del procuratore di Parigi che di fatto ha raccolto attorno a sé tutti gli specialisti della polizia d'oltralpe per quella che si prevede un'indagine senza precedenti per mole di dati da analizzare e complessità di comprensione.
Nel team antiterrorismo sono confluiti quindi la direzione antiterrorismo della polizia giudiziaria, la Direzione Generale della Sicurezza interna e la sezione antiterrorismo della polizia giudiziaria di Parigi. Moltissimi gli accertamenti affidati alla sezione scientifica che per prima cosa ha dovuto identificare i corpi dei terroristi che si sono fatti saltare in aria. Un lavoro molto difficile ma che già sabato scorso ha portato all'identificazione del primo degli autori della strage parigina, Ismaël Omar Mostefai. La sua identità è stata accertata attraverso "tracce papillari" di un dito strappato quando ha fatto esplodere il detonatore che aveva addosso. In pratica si è trattato di identificare le sue impronte digitali, ma la polizia scientifica ha usato anche impronte del palmo della mano e dei denti per portare avanti le identificazioni.
Come ha confermato il direttore dell'istituto nazionale della polizia scientifica francese, Frédéric Dupuch, ora "c'è una grande difficoltà: quella di combinare l'esigenza di andare velocemente e la necessità di affrontare un volume enorme di dati. "Per quanto riguarda gli attentati di Parigi ci sono diverse le scene del crimine e sono già centinaia i reperti da recuperare e analizzare" ha spiegato Dupuch. Oltre ai cadaveri, per i quali in alcuni casi è necessario risalire ai profili genetici, infatti gli agenti devono analizzare i pezzi di diversi materiali trovati sul posto e che si sospetta utilizzati dai terroristi come le cinture esplosive, ma anche le armi e le centinaia di munizioni trovate a terra. "Deve esserci un rigore scientifico esemplare perché al momento del processo si deve essere in grado di garantire che i risultati di tale analisi sono relativi a quel determinato aspetto" ha sottolineato Dupuch.
Un altro aspetto è quello della collaborazione con gli altri Paesi , in questo caso in primo piano vi è il Belgio dove sembra che alcuni degli attentatori abbiano vissuto o comunque abbiano trascorso del tempo. Gli inquirenti francesi si sono organizzati direttamente con le loro controparti estere in base ai trattati preesistenti e hanno avviato un massiccio scambio di informazioni a tutti i livelli. Il primo ministro francese Bernard Cazeneuve e il suo omologo belga, Jan Jambon, hanno già assicurato che c'è un "alto livello" di cooperazione di polizia e giudiziaria tra i due paesi.
