Si è dimesso il ministro francese della Transizione Ecologica, Francois De Rugy. Troppo forti erano le polemiche che gli sono piovute addosso dopo la pubblicazione di alcune foto che lo ritraevano mentre banchettava con parenti e amici a base di aragoste e champage nella sede di rappresentanza del presidente della Camera ai tempi in cui ancora alla guida dell'Assemblea Nazionale di Parigi. Dopo quelle prime foto a cui aveva replicato con sdegno assicurando che non c'era nulla di cui vergognarsi, erano arrivate su di lui altre pesanti accuse che vanno dalle decine di cene extralusso alle spese folli per champagne e vini, dalla maxi ristrutturazione della casa di rappresentanza a Parigi a spese dei contribuenti all'affitto super calmierato di un appartamento nel centro di Parigi. Un fuoco di fila che a spinto De Rugy a cedere e gettare la spugna promettendo però battaglie legali contro chi ha diffuso foto e articoli che lo accusano.

L'ormai ex ministro francese, già rimpiazzato, infatti, ha parlato di un vero e proprio linciaggio mediatico nei suoi confronti. "Gli attacchi e il linciaggio mediatico di cui la mia famiglia è oggetto mi inducono a prendere le opportune distanze dal mio incarico. Da oggi chiunque potrà capire. Lo sforzo necessario per difendermi fa sì che io non sia nelle condizioni di assumere in modo sereno ed efficace l'incarico che mi è stato affidata dal presidente della Repubblica e dal primo ministro" ha scritto De Rugy nel comunicato con cui ha annunciato le dimissioni, subito  accettate dal Presidente Macron e dal premier Edouard Philippe.

"Io sono intollerante ai crostacei, all'aragosta. Non ne mangio, non mi piacciono neanche le ostriche, lo champagne mi fa venire il mal di testa e detesto il caviale" aveva già sottolineato il ministro francese ai media locali spiegando che quelle cene erano solo ricevimenti informali con personalità della società civile legate all'esercizio del suo incarico. De Rugy ha smentito seccamente anche le indiscrezioni di stampa che parlavano di un asciugacapelli intarsiato con foglie d'oro comprato con i soldi del parlamento e ha preannunciato querele. Per quanto riguarda infine le ristrutturazioni e l'affitto ha parlato di buona fede dicendosi disposto a rimborsare quanto contestato.