Approfittando del suo ruolo di agente di polizia penitenziaria, una guardia carceraria avrebbe abusato sessualmente di diverse detenute a lei affidate costringendole a ricevere le sue attenzioni e a sottostare a veri e propri rapporti sessuali all’interno delle mura dello stesso carcere. Protagonista della vicenda Amanda Oatis, 26enne agente di custodia statunitense che era in servizio nel carcere della contea di Oklahoma, nell’omonimo stato americano. Accuse pesantissime che nei giorni scorsi l’hanno portata a sua volta in cella, questa volta come detenuta. La poliziotta, finita in manette il 9 gennaio scorso, deve rispondere di ben sei reati di abusi sessuali su detenute. I fatti contestati all’agente risalgono al periodo tra il luglio 2018 e il febbraio 2019.

Secondo l’accusa, tutti i reati contestati sarebbero avvenuti nei locali della lavanderia del Centro correzionale della comunità di Oklahoma City, dove Oatis aveva lavorato prima di essere licenziata proprio a causa delle accuse. Ad accusarla, tra le altre cose, le testimonianze di diverse detenute che parlano di continue molestie sessuali ai danni delle prigioniere, rappresentate da palleggiamenti intimi, baci e infine veri e propri rapporti sessuali. Diverse presunte vittime hanno rivelato che la donna approfittava di quando le detenute si trovavano negli spogliatoi e nella lavanderia per tentare gli approcci.

Secondo l’accusa, per ottenere il silenzio delle detenute Oatis avrebbe anche introdotto telefoni cellulari e alcol nel carcere che avrebbe poi consegnato alle prigioniere. Per questo deve rispondere anche dei reati di possesso e contrabbando di merce vietata in un istituto penale. Accuse che avevano portato alla sua sospensione nel febbraio scorso.