Unicredit rigetta le accuse di frode fiscale
Come si prospettava questa sarà una giornata particolare per una delle più grandi banche italiane, Unicredit. All’indomani della decisione del gip di Milano di sequestrare più di 245 milioni di euro per presunti illeciti fiscali perpetrati dalla Banca, il titolo in Borsa ha iniziato male perdendo oltre l’1,5%. E la giornata poteva essere anche peggiore se Unicredit fosse stata toccata dal nuovo taglio del rating operato da Standard & Poor’s su 24 istituti di credito italiani.
Per UniCredit certamente quella di ieri è una grossa batosta, perché va a smontare tutto il castello di operazioni finanziarie ritenute perfettamente lecite dalla banca e, quindi, protratte nel tempo. L’amministrazione di UniCredit, infatti, ha prontamente fatto ricorso contro la decisione del giudice, e ora attende la decisione del Tribunale del Riesame.
Unicredit si dice soprattutto sorpresa della decisione del Tribunale di Milano e quindi “non cambia la convinzione della banca circa la correttezza del proprio operato e di quello dei propri dipendenti”, come ha riferito un portavoce dell’istituto. In realtà, questo tipo di operazioni fin da subito non erano state molto chiare, e anche l’Agenzia delle Entrate a suo tempo aveva avvertito la banca sui possibili rischi di evasione fiscale affidandosi a questi strumenti finanziari.
Unicredit, invece, ha portato avanti questo tipo di operazione denominata Brontos sotto l’allettante prospettiva di detrarre il 95% delle tasse pagate, sborsando solo un 5% per i dividendi, rispetto al 100% di imposte dovute per operazioni di deposito interbancario. Un meccanismo questo largamente usato anche da altre banche italiane, che adesso temono lo stesso procedimento giudiziario. In realtà, come rileva Milano Finanza, molti istituti di credito che nel tempo hanno impiegato operazioni simili si sono già accordati con il fisco per un esborso inferiore alla somma dovuta, ma senza ricorso all’autorità Giudiziaria.
Intanto sotto inchiesta ci sono ben sedici dirigenti della banca che tra il 2007 e il 2009 hanno appoggiato e gestito le operazioni con il gruppo inglese Barclays. Tra loro l’ex amministratore delegato di Unicredit, il banchiere Alessandro Profumo, ma anche dirigenti di Barclays come Rupack Chandra, vicepresidente dell’area finanza del gruppo inglese.