UE: “Per l’Italia deficit al 3% nel 2014 e al 2,7% nel 2014”

A cura di D. F.
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Le stime della Commissione Europea sullo stato di salute dell’economia italiana sono peggiori di quelle dei nostri esperti. Una crescita, di appena lo 0,7%, potrebbe verificarsi solo nel 2014.

Le stime europee sul deficit italiano peggiorano. Se a maggio la previsione di Bruxelles era un deficit del 2,9% oggi il dato è stato corretto al 3%. Per il 2014, invece, si parla di 2,7%. Si tratta di dati in linea con le previsioni del Governo per l'anno corrente, ma che peggiorano rispetto all'anno prossimo (2,7% per Bruxelles contro 2,5% per il Governo). L'Italia, dunque, dovrebbe rientrare nel limite fissato dall'Europa pari al 3% di rapporto deficit-pil, ma ciò non toglie che le previsioni di crescita siano comunque destinate ad essere modeste. Secondo la Commissione Europea nel 2013 il rapporto deficit pil resterà nel limite "includendo l'attuazione piena delle misure di consolidamento contenute nella legislazione". La spesa per interessi diminuirà grazie al calo dei premi di rischio sovrani, dopo il calo nel 2010-2012 la spesa primaria in termini nominali aumenterà di circa l'1% anno su anno a causa della regolazione dei pagamenti degli arretrati alle imprese. Ciò porterà a una spesa per investimenti in crescita i 0,5% del Pil quest'anno.

Per quanto riguarda i salari e i consumi l'andamento continuerà ad essere debole. Secondo la Commissione Europea, infatti, l'aumento della spesa primaria sarà moderato grazie all'ulteriore caduta dei salari dato che i contratti pubblici resteranno congelati e le assunzioni limitate. Nel 2015 il surplus primario aumenterà al 3,1% del pil. Il bilancio in termini strutturali migliorerà ancora nel 2013 e nel 2014 pur restando negativo: -0,8% e -0,7%. A politiche invariate peggiorerà nel 2015: -0,9%. Sotto pressione resta il dato sul rapporto tra debito e Pil: nel 2014 l'Italia toccherà il record al 134%, per poi passare al 133,1% nel 2015. Per quanto riguarda il Pil, la recessione sarà quest'anno del -1,8%. Il Paese tornerà a crescere a partire dall'anno prossimo, quando si dovrebbe registrare un +0,7%.

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