È stato definito come una vera e propria legge di Bilancio. Anzi, come un provvedimento con la portata economica di ben due manovre. E anche l’iter parlamentare del decreto Rilancio potrebbe ricalcare quello di una classica manovra. I margini per i ritocchi non sembrano essere ampi, con poco meno di un miliardo a disposizione per i gruppi parlamentari. Martedì inizieranno le audizioni con il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Le novità non dovrebbero essere tantissime. Verranno quasi certamente estesi e rafforzati gli aiuti alle zone rosse, così come si interverrà a sostegno delle imprese. Potrebbe essere rafforzato il credito d’imposta al 60% sugli affitti di beni strumentali all’attività di impresa o professionale. E potrebbe essere migliorata anche un’altra misura, quella riguardante il taglio da 600 milioni di euro per le bollette elettriche delle Pmi.

Come potrebbe cambiare il taglio delle bollette alle imprese

Il taglio delle bollette riguarda ora circa 3,7 milioni di imprese, secondo le prime stime. Ma potrebbe essere anche esteso. L’ipotesi al momento più probabile è quella che vengano cambiati i criteri, anche se ad oggi non è ancora chiaro se verrà allargata anche la tempistica in cui la riduzione è valida. La misura è stata introdotta dal decreto Rilancio per alleggerire la parte relativa alle quote fisse della bollette elettriche, per sostenere le piccole imprese produttive e commerciali. Spetterà all’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, rideterminare le tariffe di distribuzione, azzerando le quote fisse che non dipendono dall’energia consumata e della potenza. Si tratta delle spese per le tariffe di rete e gli oneri generali.

Cosa prevede il dl Rilancio sulle bollette delle Pmi

Con il decreto Rilancio sono stati stanziati 600 milioni di euro per la riduzione delle bollette elettriche per i mesi di maggio, giugno e luglio. Il taglio vale per le utenze elettriche connesse in bassa tensione che abbiano un uso diverso da quello domestico. Le voci in bolletta tagliate saranno quelle del “trasporto e gestione del contatore” e degli “oneri generali di sistema”. Si pagherà, quindi, solo l’energia effettivamente consumata. Poi Arera assicurerà l’utilizzo dei 600 milioni a compensazione della riduzione delle tariffe di distribuzione e degli oneri generali di sistema.