Cambiano le detrazioni fiscali anche per le spese mediche. Con la legge di Bilancio, secondo quanto previsto nella bozza che circola nelle ultime ore, i cittadini potranno usufruire delle detrazioni al 19% solamente nel caso in cui effettuino i pagamenti attraverso strumenti elettronici, ovvero con carte e bancomat o anche attraverso bonifici. A partire dal 2020 per ottenere le detrazioni, quindi, le spese devono essere certificate. Un po’ come succede con quelle per i lavori di ristrutturazione. La novità andrà a valere, quindi, sulle dichiarazioni del 2021, relative ai redditi del 2020. Sempre in tema di spese sanitarie c’è anche un’altra novità, che riguarda però tutte le spese per cui sono previste detrazioni fiscali e non solo quelle mediche. I cittadini hanno diritto alle detrazioni solamente se hanno un reddito inferiore ai 120mila euro l’anno. Poi lo sconto si riduce gradualmente fino ad azzerarsi sopra i 240mila euro. In realtà, per quanto riguarda le spese mediche, il governo sta ancora valutando se escludere da queste restrizioni le spese per patologie gravi.

Spese sanitarie, detrazioni solo per i pagamenti elettronici

Un articolo della manovra è dedicato alla questione delle detrazioni per le spese sanitarie. Questo il testo che si legge nella bozza della legge di Bilancio: “Ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 per cento degli oneri indicati nell’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e in altre disposizioni normative spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241”.

In particolare i pagamenti a cui fa riferimento il testo, ovvero quelli che possono essere utilizzati per accedere alle detrazioni, sono – oltre ai bonifici – disciplinati da un decreto del 1997. Rientrano in questa lista di pagamenti accettati le carte di debito, le carte di credito, le carte prepagate, ma anche gli assegni bancari e circolari. Tutti questi sistemi di pagamento vengono riconosciuti, attraverso quella norma di più di vent’anni fa, come sistemi alternativi al contante. Le principali spese mediche che sono interessate da questa novità per le detrazioni sono quelle per le visite mediche, le analisi, le visite odontoiatriche e le spese in farmacia.

La rimodulazione delle detrazioni per spese sanitarie

Un altro articolo della legge di Bilancio prevede novità riguardanti tutte le detrazioni fiscali, che vengono rimodulate rispetto al reddito di chi ne usufruisce. La detrazione viene assegnata per intero (nel caso delle spese mediche è al 19%) solamente a chi ha un reddito inferiore ai 120mila euro. Poi il tasso di detrazione scende progressivamente all’aumentare del reddito arrivando a un azzeramento sopra i 240mila euro. Rientrano quindi anche le spese sanitarie, anche se sulla bozza si legge che “sono in corso valutazioni per escludere le spese sanitarie relative a patologie gravi”. Così come confermato dal viceministro all’Economia, Antonio Misiani, a Radiocor, che sottolinea come la stretta per i redditi alti riguardi anche le spese sanitarie, fatta eccezione per le patologie gravi.

Aggiornamento: Passo indietro del governo sulle detrazioni per le spese sanitarie. Durante il vertice a Palazzo Chigi è stato deciso che le detrazioni saranno possibili anche per chi paga in contanti. Mentre le altre detrazioni al 19% richiederanno una certificazione attraverso pagamenti tracciabili, quindi bonifici, carte e bancomat.