S&P taglia il rating alle banche italiane, ma salva Intesa Sanpaolo e Unicredit
L'agenzia Standard & Poor's ha tagliato il rating di 17 banche italiane per "gli accresciuti rischi" della situazione economica in cui operano, "che le lasciano esposte in misura maggiore a una recessione più profonda e più lunga di quanto abbiamo in precedenza stimato per l'Italia". Le banche italiane sono inoltre più esposte ai rischi derivanti dal settore industriale, fanno sapere gli esperti dell'istituto. Salve dal giudizio al ribasso dell'agenzia di rating Unicredit e Intesa Sanpaolo, che si confermano al livello Bbb.
Sotto la scure di S&P finiscono quindi Ubi Banca, Credem che scendono a livello ‘BBB-’; Fga Capital, Iccrea e Mediocredito a ‘BB+’; Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Banco Popolare a ‘BB’; infine Unipol Banca a ‘BB-’. Tra le banche che si salvano, S&P segnala l'Istituto per il Credito Sportivo, Banca Fideuram, Mediobanca, Banca Popolare dell'Alto Adige e l'Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, i cui rating restano confermati.
E il giudizio di Standard&Poor's tocca anche il Prodotto interno lordo del Paese. Dopo il calo dell'1,9% previsto per il 2013, che porterà a "un calo in termini reali del 9% negli ultimi sei anni", l'agenzia internazionale non si aspetta "che questa tendenza si inverta significativamente nel 2014". C'è da dire che lo scorso 9 luglio scorso S&P tagliò il rating sul debito sovrano dell'Italia a ‘BBB‘.