Nel 2011 32mila lavoratori immigrati in meno: l’Inps ha perso 87milioni di euro

A cura di D. F.
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La stima è stata fatta dalla fondazione Leone Moressa. Un ricercatrice: “Una buona parte della positività dei bilanci Inps è data dai migranti”.

I tanti che in questi giorni dicono degli immigrati "che stiano a casa loro" dovrebbero leggere il rapporto della Fondazione Leone Moressa sull'economia dell'immigrazione. I ricercatori infatti hanno stimato che nel 2011 ci sono stati 32mila lavoratori in meno, marocchini e romeni, e le casse dell'Inps sono state più leggere per 86.898.000 euro. Il calcolo è stato fatto sulla base degli stipendi degli stranieri, suddivisi per nazionalità: ad esempio i brasiliani contribuiscono con 4.480 euro, i bengalesi con 1.290. La somma di tutte le imposte sul reddito, che se ne vanno insieme ai migranti verso i Paesi di origine o – la maggior parte – verso nuove mete europee, tutta insieme dà quasi 87 milioni.

Valeria Benvenuti, studiosa della fondazione, spiega inoltre che "una buona parte della positività dei bilanci Inps è data dai migranti, che continuano a versare contributi di cui magari, andando via, non usufruiranno: molti Paesi non hanno accordi in tal senso con Roma, e in tanti casi anche quando c’è la possibilità non li riscattano". Si arriva a capire che un calo dell’immigrazione in Italia "può creare problemi di bilancio: sono risorse che vengono men"». Cifre in rosso pure al netto della spesa pubblica per l’accoglienza. Ma molti migranti se ne stanno già andando dall'Italia. Secondo il rapporto, infatti, la disoccupazione straniera è in aumento e dal 2008 al 2012 è passata dall’8,1 per cento al 14,1: 382 mila immigrati senza contratto né attività autonoma.

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