Il messaggio dell’Inps dell’8 ottobre disciplina il rinnovo della domanda del reddito di cittadinanza per i nuclei familiari che hanno già usufruito dei primi 18 mesi del sussidio. Il reddito di cittadinanza, infatti, è stato sospeso a quelle famiglie che lo ricevevano da aprile 2019, per un periodo di un mese. Sospensione che non esiste, invece, nel caso della pensione di cittadinanza. L’Inps inoltre fornisce le istruzioni da seguire per la procedura di inoltro della nuova domanda. I nuclei che hanno beneficiato della prestazione fin da aprile del 2019, quindi, hanno ricevuto la 18esima mensilità a settembre e ora la loro domanda viene considerata “terminata”.

Da ottobre 2020 questi nuclei familiari potranno presentare la domanda per il rinnovo del reddito di cittadinanza. Poi, dal mese successivo alla presentazione della domanda, riceveranno il beneficio per altri 18 mesi. Sempre sulla stessa carta. Ovviamente a condizione che i requisiti richiesti siano ancora rispettati. L’Inps inoltre ricorda che “in caso di rinnovo del beneficio deve essere accettata, a pena di decadenza dal beneficio, la prima offerta utile di lavoro congrua”. L’istituto di previdenza fornisce anche le indicazioni operative sul computo della completa fruizione delle 18 mensilità del reddito, nel caso in cui il periodo massimo sia stato raggiunto con due o più domande successive.

Come presentare domanda per rinnovare il reddito di cittadinanza

Per presentare la nuova domanda e rinnovare il beneficio il meccanismo è sempre lo stesso. Si possono usare vari canali, facendo richiesta attraverso il gestore del servizio integrato (Poste italiane); in via telematica con lo Spid, accedendo al sito www.redditodicittadinanza.gov.it; attraverso i centri di assistenza fiscale o gli istituti di patronato; sul sito Inps accedendo con il Pin dispositivo (che non può più essere richiesto dal primo ottobre 2020), lo Spid, la Carta nazionale dei servizi e la carta d’identità elettronica.

Reddito di cittadinanza, i tempi e la scadenza del beneficio

L’Inps precisa cosa avviene in alcuni casi riguardanti i beneficiari del reddito di cittadinanza. Per esempio, in caso di variazione del nucleo nel periodo di fruizione del sussidio, il limite di 18 mesi si applica con il nucleo modificato: in questi casi è quindi necessario presentare una domanda nuova, perché con la presentazione della dichiarazione aggiornata ai fini Isee decade la prestazione a partire dal mese successivo all'avvenuta presentazione. In caso di variazione per decesso o nuova nascita non serve una nuova domanda.

In caso di interruzione della fruizione del beneficio si può richiedere di percepirlo ancora per una durata non superiore al periodo residuo non ancora goduto (nel limite dei 18 mesi).  In caso di revoca e decadenza, invece, si può presentare una nuova domanda solamente 18 mesi dopo aver ricevuto il provvedimento. Se all'interno del nucleo familiare ci sono minorenni o disabili, questo termine di attesa scende a sei mesi.