Privatizzazioni: 5,8 mld di euro da Poste e Enav. Letta: “Così si riduce il debito”.

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ll governo approva i decreti che aprono il percorso di privatizzazione. Letta: “Cederemo quote di non controllo, Nel 2014 ci saranno altri interventi simili”. Poi una buona notizia: “Rinviati contribuiti Inail, ossigeno per le imprese”.

"Sono stati approvati due Dpcm che danno il via libera all'inizio del percorso di privatizzazione di Poste ed Enav. In entrambi casi si tratta di cessione di quote, non del controllo". L'annuncio è del presidente del Consiglio, Enrico Letta, nella conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri. La privatizzazione di una quota di Poste avviene "con l’idea di destinare ai dipendenti della società una parte di queste azioni" ha aggiunto il premier, sottolineando con le privatizzazioni il debito pubblico italiano, quest'anno, scenderà per la prima volta dopo sei anni di crescita. "E' importante la rapidità e che il percorso di si compia entro il 2014", ha sottolineato il presidente del Consiglio. Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, ha poi precisato che per le Poste si parte con il 40%, mentre sarà ceduto il 49% di Enav. La valutazione di Poste varia tra i 10 e 12 miliardi, per cui si parla di una cifra "tra 4 e 4,8 miliardi". Per  la società che gestisce il traffico aereo civile, per cui la valutazione è invece di 1,8-2 miliardi, "quindi il 49% che si vuole vendere vale circa 1 miliardo" ha detto ancora Saccomanni.

Oltre a Poste ed Enav "quest'anno si faranno altre operazioni di privatizzazione che consentiranno all'Italia di presentare un percorso di riduzione del debito che sarà la prima del nostro Paese dopo 6 anni di crescita continuata" ha aggiunto Letta, confermando che l'incasso delle privatizzazioni "andrà alla riduzione del debito pubblico". Per quanto riguarda la riforma delle detrazioni il governo ha però deciso di rinviare ogni discussione nella delega fiscale. "Spostiamo dentro la sede propria, che è l'attuazione della delega fiscale, la discussione sulle detrazioni, altrimenti sarebbe stato un provvedimento estemporaneo", ha detto il premier. Si è poi deciso di dare "una boccata d'ossigeno" alle imprese rinviando a maggio i pagamenti dei contributi Inail e tagliandoli da 3 a 2 miliardi. "Diamo alle imprese 3 mesi di liquidità in più in un momento di reperimento di credito così faticoso", ha spiegato Letta.

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