Una trattenuta sulle pensioni imprevista. Una riduzione dell’assegno mensile, per cifre comunque ridotte, causata da un errore nei calcoli effettuati dall’Inps. La notizia è stata riportata in primis dal Secolo XIX, in seguito alla denuncia della Spi Cgil su segnalazione di un suo iscritto. La riduzione delle pensioni nel solo mese di gennaio 2020, quindi, sarebbe riconducibile a un errore dell’istituto di previdenza, che si è però reso conto del problema solo successivamente all’erogazione degli assegni, facendolo sapere attraverso una comunicazione. A scoprire la riduzione è stato un ex tecnico della Olivetti che ha notato come il suo assegno fosse più basso del mese precedente e anche dello stesso mese – gennaio – dell’anno precedente. È difficile capire, essendo i casi anche molto diversi, quali siano le cifre non erogate, ma si parla di pochi euro (per l’ex tecnico sono meno di dieci euro di riduzione) o, secondo quanto riportano alcuni, di un massimo di 200-300 euro (cifre, però, non confermate).

Pensioni, perché sono arrivate ridotte a gennaio

Come mai queste pensioni sono arrivate in misura ridotta? Dipende dal bonus Poletti, un aumento previsto dal governo Renzi: i suoi beneficiari si sono visti annullati per sbaglio questo bonus, che non è stato applicato sul conguaglio del 2020 con una conseguente diminuzione dell’assegno. In pratica sono state detratte le cifre previste da quell’aumento nel 2019, con una conseguente errata rivalutazione per il 2020. In particolare, l’errore ha riguardato il ricalcolo della cifra per i pensionati: quando l’Inps ha calcolato la stima per l’anno successivo, facendo così il conguaglio, non ha tenuto conto di questo aumento.

Riduzione pensioni, quante persone riguarda e per quali assegni

La riduzione delle pensioni nel mese di gennaio 2020 dovrebbe interessare, come conferma l’Inps a Fanpage.it, circa 100mila posizioni. Un totale, quindi, di 100mila persone su tutto il territorio nazionale. La detrazione dagli assegni previdenziali, dunque, non riguarda gran parte dei pensionati, ma solamente alcuni che percepiscono cifre che vanno da circa 1.500 a circa 2.000 euro. Si tratta – spiega ancora l’Inps – delle posizioni “oggetto di una sentenza della Corte costituzionale di qualche anno fa”. Quella sentenza riguardava il blocco della rivalutazione per alcuni assegni che venne dichiarato illegittimo sotto alcuni limiti e per questo venne ricalcolato. L’errore è dovuto al mancato ricalcolo, ma è stato individuato e verrà sistemato presto.

Quando verranno restituiti i soldi ai pensionati e come

L’errore nel ricalcolo sembra essere stato prontamente sistemato, assicura l’Inps. Motivo per cui si potrebbe provvedere a restituire quanto dovuto ai pensionati a breve, probabilmente già con l’assegno di febbraio. Dall’istituto di previdenza garantiscono, inoltre, che gli utenti che sono stati danneggiati a gennaio non devono far nulla, neanche chiedere un rimborso. Le operazioni saranno automatiche e l’Inps accrediterà le cifre spettanti a ogni pensionato direttamente sull’assegno di febbraio.