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Nadef, quanto spende l’Italia in sanità: le risorse stanziate nel 2021 e cosa cambia con il Covid

Nella Nota di aggiornamento al Def approvata in Consiglio dei ministri vengono stimate anche le spese sanitarie effettuate nel 2021: la cifra sale in numero assoluto rispetto al 2020, ma scende in rapporto al Pil (che, però, è nettamente cresciuto). Vediamo quali sono le previsioni del governo sulle spese sanitarie anche per i prossimi anni e quanto ha inciso la pandemia di Covid sulle risorse investite in materia.
A cura di Stefano Rizzuti
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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla Nota di aggiornamento al Def, con stime positive per la crescita del Pil e la riduzione del debito, ma prevedendo anche la messa a regime dell’assegno unico e la conferma del superbonus al 110% fino al 2023. Nella Nadef non poteva mancare più di qualche riferimento alle spese sanitarie, inevitabilmente cresciute con la pandemia di Covid-19. Non solo, perché l’impegno del governo è quello di rafforzare il sistema sanitario attraverso la prossima manovra, puntando a migliorare l’accesso alle cure per tutti e incoraggiare la prevenzione. Nel 2020 la spesa sanitaria ha raggiunto il 7,5% del Pil, soprattutto grazie alle misure emergenziali per il Coronavirus. Nel 2021, invece, scende anche se di poco: siamo al 7,3% del Pil. Il decremento, però, dipende “dall’aumento del Pil, visto che nell’anno in corso la spesa sanitaria è attesa crescere del 4,8% in termini nominali per l’attuazione della campagna vaccinale e per il potenziamento dei servizi sanitari”, come si legge nella Nadef.

La spesa sanitaria: come cambierà fino al 2024

La spesa totale per la sanità sale da 123 a 129 miliardi, con una previsione al ribasso per gli anni successivi: 125 miliardi nel 2022 e tra i 123 e i 124 nei due anni successivi. Nel 2021, quindi, l’incremento è stato del 4,8%, con una discesa prevista nel 2022 e nel 2023 e una nuova risalita nel 2024. Ovviamente il calo è dovuto all’ottimismo riguardante le minori spese previste per l’emergenza Covid: “Nel biennio 2022-2023 la spesa sanitaria a legislazione vigente calerà del -2,3% medio annuo per via dei minori oneri connessi alla gestione dell’emergenza epidemiologica. A fine periodo, è prevista una crescita limitata, dello 0,7%, ed il ritorno ad un livello del 6,1% del Pil”.

Le spese per sanità in rapporto al Pil

Nella Nadef vengono riportati anche i dati relativi alla previsione della spesa pubblica in materia sanitaria in rapporto al Pil. Si parte da un’incidenza del 6,9% nel 2010, sceso poi al 6,6% nel 2015. Si sale, nettamente, nel 2020: con l’emergenza Covid la spesa in materia sanitaria è del 7,5% in rapporto al Pil e, come detto, scende leggermente nel 2021 soprattutto a causa di un netto aumento del Pil e non per un minore investimento in sanità. Negli anni successivi la previsione è di avere un minore impatto delle spese sanitarie in rapporto al Pil, arrivando al 6,2% nel 2025 (meno dei livelli pre-Covid). La risalita avverrebbe lentamente, negli anni successivi, ma va sottolineato che si tratta di stime tutt’altro che certe già da oggi.

Come sono stati spesi i soldi per la sanità nel 2021

Nella Nadef vengono riportate anche le singole voci riguardanti i nuovi capitoli di spesa del 2021 in materia sanitaria. Su circa 7,4 miliardi di euro, sono stati 2,8 quelli destinati all’acquisto di vaccini e farmaci per il Covid. Ci sono poi 2,5 miliardi di spese per le materie di competenza del commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, ma anche 0,7 miliardi per rafforzare il piano strategico per la somministrazione dei vaccini. Ancora, sono stati aggiunti 0,4 miliardi per l’abbattimento delle liste d’attesa e 0,2 miliardi di euro per potenziare la ricerca e riconvertire la produzione industriale nel campo delle biotecnologie, dei farmaci e dei vaccini.

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