Con l’approvazione del decreto Milleproroghe da parte del Consiglio dei ministri, arriva il rinvio di alcune scadenze di fine anno. Tra queste rientrano anche misure che erano state inserite inizialmente in manovra, ma che poi sono state dichiarate inammissibili o ritirate per altri motivi. Tra le norme contenute nel Milleproroghe c’è il rinvio del passaggio al mercato libero dell’energia, c’è la proroga del bonus verde per il 2020, ma anche il rinvio dell’adeguamento delle tariffe autostradali: era previsto per gennaio 2020, ma verrà rinviato al 31 luglio 2020. Slitta, quindi, “l’adeguamento delle tariffe autostradali relative all’anno 2020”, ovvero vengono rinviati gli aumenti che erano già previsti per l’inizio del nuovo anno. Ora per i “concessionari il cui periodo regolatorio quinquennale è pervenuto a scadenza” ci sarà da aggiornare i piani economico-finanziari prima di poter rivedere le tariffe ai caselli.

Il Movimento 5 Stelle rivendica la paternità di questa battaglia con i deputati in commissione Trasporti, che ricordano come il decreto contenga una “norma fondamentale. Si tratta di un provvedimento targato Movimento 5 Stelle che consentirà di scongiurare l’aumento dei pedaggi sulla maggior parte delle autostrade”. Un provvedimento che segue l’impegno dell’ex ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, con il decreto Genova. E proprio Toninelli scrive sul blog delle stelle: “In pratica è stata inserita un norma, l’articolo 13, nel decreto che dice che chi non si è adeguato alla norma del MoVimento 5 Stelle che fissa la rivoluzione nei pedaggi autostradali, non può ovviamente adeguare con l’aumento del costo della vita, l’inflazione e quant’altro”.

Niente aumento del pedaggio, quali sono le autostrade coinvolte

Il rinvio dell’aumento dei pedaggi riguarda 16 concessionarie autostradali per cui sono scaduti i periodi regolatori. Si tratta della maggioranza delle tratte in Italia, riguardando anche le società che hanno più concessioni. Dalla tabella dell’Autorità dei trasporti risulta che tra le concessionarie coinvolte ci sono anche Strada dei Parchi, Satap, Serravalle e Autostrade per l’Italia. Gli adeguamenti dovranno avvenire sulla base dei nuovi criteri previsti a giugno dall’Autorità dei trasporti. Ma prima serve l’aggiornamento dei piani economico-finanziari, da concludere entro fine giugno: i concessionari dovranno presentare questi piani all’Autorità entro il 30 marzo, poi andranno perfezionati entro il 30 giugno. E solo in quel momento verranno definiti i nuovi sistemi di calcolo del pedaggio entro la fine di luglio.

Nuovo calcolo dei pedaggi, possibile riduzione delle tariffe

Il nuovo sistema tariffario si baserà su un diverso calcolo di efficienza delle prestazioni. Il rinvio degli aumenti potrebbe, in realtà, portare una novità positiva per gli utenti: non è detto, infatti, che a luglio scattino gli aumenti perché non si esclude che le nuove tariffe prevedano una diminuzione del pedaggio per alcune tratte. Ipotesi confermata anche da Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori: “A differenza del passato non si tratta di un mero slittamento di qualche mese, ma di un blocco a tutti gli effetti. Saranno possibili anche riduzioni dei pedaggi, visto che l'Authority ha riportato la redditività delle concessioni a condizioni di mercato e non saranno remunerate in tariffa infrastrutture mai iniziate”.