"Forniremo tutti i chiarimenti a Bruxelles, non siamo preoccupati", ha assicurato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte in seguito alla lettera ricevuta dalla Commissione europea in cui si afferma che la manovra del governo giallorosso non rispetta il target di riduzione del debito per l'anno 2020. "L'interlocuzione con l’Unione Europea è doverosa, non ci sottrarremo", ha rimarcato Conte, dicendosi allo stesso tempo "soddisfatto della manovra". Alle preoccpazioni riguardo il debito pubblico, il presidente del Consiglio risponde: "La riduzione dello spread, che si è realizzata nella seconda parte del 2019, ci permetterà di risparmiare fino a 18 miliardi di euro di spesa per interessi nel prossimo triennio, pari a circa 630 euro in media per ogni contribuente. La traiettoria discendente dei rendimenti sui nostri titoli di Stato ci consentirà dunque di avviare un serio percorso di riduzione del rapporto fra debito pubblico e Pil".

Le tensioni in maggioranza

Conte non sembra nemmeno preoccupato nemmeno sul fronte interno, scosso da tensioni tra le forze di maggioranza in materia di legge di Bilancio, su cui è stata raggiunta un'intesa solo ieri in tarda serata. "Non ho subito nessun ricatto, non ho fatto passi indietro, anzi: abbiamo fatto due passi avanti", ha commentato il presidente del Consiglio. A margine dell'assemblea nazionale di Confesercenti, Conte si è definito lui stesso "promotore di un differimento in modo da garantire che la riduzione del contante e l'uso dei pos sia legato alla riduzione delle commissioni". Poi ha sottolineato: "Non vogliamo trasmettere ai commercianti la sensazione di volerli penalizzare, né vogliamo criminalizzare nessuno". Per Conte, quindi, è importante che l'uso della moneta elettronica non venga percepita come un aggravio, né che si pensi che ci saranno conseguenze negative per chi userà il contante. "Questo messaggio che è passato è completamente sbagliato. L'obiettivo è quello di cercare di premiare la diffusione degli strumenti digitali con incentivi e attraverso una congrua riduzione delle commissioni", ha proseguito il presidente del Consiglio.

La manovra, quindi, "non esce in alcun modo impovertita" dagli aggiustamenti di ieri sera. Per quanto riguarda invece il confronto con il leader pentastellato Luigi Di Maio, il presidente del Consiglio rassicura che i toni non sono mai stati accesi: l'incontro a palazzo Chigi prima del vertice di maggioranza "è stato un momento per confrontarsi un attimo, lui era stato a Washington ed era da un po' che non ci confrontavamo". Un colloquio che ha quindi rassicurato Conte: "Seppur ci siano differenti sensibilità c'è unità d'intenti, quel che conta è la sintesi, le posizioni che maturano complessivamente".