Lavoro, il dipendente guadagna sette volte meno del proprio capo
Crescita del numero i pensionati, Capi che guadagnano il triplo dei dipendenti e alcune categorie come commercianti di scarpe e di abbigliamento risultano sotto la soglia dell' incapienza di 8mila euro. E’ la fotografia scattata dal Dipartimento delle Finanze sugli studi di settore relativi al 2012. Il dato più significativo è sicuramente quello relativo alla discrepanza del reddito dichiarato da lavoratori e datori: l caso questi ultimi lo stipendio medio è pari a 31.303 euro, appunto tre volte quello dei propri dipendenti. Nello specifico, analizzando i diversi settori, i dirigenti nei settori industriali, delle costruzioni e del commercio dichiarano circa il doppio dei propri operai, mentre quelli che svolgono attività professionali dichiarano quasi cinque volte il reddito dei propri subordinati. Il reddito medio dei datori di lavoro nelle società di persone (42.390 euro) è invece circa il triplo rispetto al reddito dei propri dipendenti, mentre quello delle società di capitali (175.590 euro) è maggiore di sette volte.
La "forbice" non è solo quella tra datori e dipendenti
Dati interessanti arrivano anche dalle attività svolte. Da ciò che emerge dai dati del Ministero di Economia e Finanza, il reddito medio più elevato lo troviamo nel settore delle attività professionali (43.400 euro) seguito dal settore delle attività manifatturiere (27.200 euro) e dal settore dei servizi (24.100 euro), mentre il reddito medio più basso si è rilevato nel commercio (17.200 euro). Guardando alle categorie che hanno dichiarato di meno ( sotto i 10mila euro), troviamo soprattutto sarti, estetiste, calzolai, ma anche cartolai, e profumieri. I commercianti di scarpe, di abbigliamento e di giocattoli, come detto, figurano sotto la soglia dell'incapienza (8mila euro). Per gli operai la media è 25.066 euro; i redditi medi più bassi si osservano nelle costruzioni (17.966 euro) e nell'agricoltura (8.389), settori caratterizzati dalla stagionalità.
Lavoro, 8 su dieci non lo hanno cambiato nel 2012
Nel 2012 sono stati coinvolti 3,7 milioni di soggetti (nel 65% dei casi erano persone fisiche), con un aumento del 6,3% rispetto all’anno precedente. L’82,7% dei 41,4 milioni di contribuenti italiani può godere di un reddito relativo ad un lavoro dipendente o ad un pensione; solo il 6,1% ha una rendita derivante dall’esercizio di attività d’impresa o di lavoro autonomo, in linea con l’anno precedente. Altri dati che arrivano dal Dipartimento delle Finanze sono quelli relativi al fatto che otto lavoratori su 10 (78%) ha prestato lavoro presso lo stesso datore di lavoro nell’arco dell’anno. Il 55% dei lavoratori dipendenti presta servizio presso società per azioni, società a responsabilità limitata e società cooperative, seguiti da coloro che sono occupati presso ditte individuali (10%), società di persone (8%), enti pubblici (7%), altre organizzazioni senza personalità giuridica (6%) ed enti e istituti di previdenza e assistenza sociale (4%).