La formula del tetto del 3% al rapporto tra deficit e Pil, che tanto impensierisce l'Europa e l'Italia, fu inventata a tavolino negli anni '80 in meno di un'ora e senza nessuna base teorica alle spalle. È quanto racconta il suo inventore, il francese Guy Abeille, uno sconosciuto funzionario del governo di François Mitterand oggi 62enne che, insieme al collega Roland de Villepin, fu chiamato all'epoca per stabilire un tetto massimo alla spesa pubblica francese. Come racconta  Vito Lops sul Sole 24 Ore  citando il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung e il francese Aujourd'hui en France-Le Parisien, tutto iniziò nel 1981 dopo la vittoria dei socialisti di Mitterrand in Francia. Il governo di Parigi, dopo aver aumentato in maniera considerevole il debito, decise di incaricare il vice direttore del dipartimento del Bilancio al ministero delle Finanze di inventare una regola per evitare di andare troppo oltre con il debito pubblico. A quel punto vennero contattati de Villepin e Abeille, esperti di economica e matematica all'Ensae.

"Prendemmo in considerazione i 100 miliardi del deficit pubblico di allora. Corrispondevano al 2,6 % del Pil. Ci siamo detti: un 1% di deficit sarebbe troppo difficile e irraggiungibile. Il 2% metterebbe il governo sotto troppa pressione. Siamo così arrivati al 3%" racconta oggi Abeille. Insomma il tetto nel rapporto tra deficit e prodotto interno lordo "Nasceva dalle circostanze, senza un'analisi teorica". "Abbiamo stabilito la cifra del 3 per cento in meno di un'ora. È nata su un tavolo, senza alcuna riflessione teorica. Mitterrand aveva bisogno di una regola facile da opporre ai ministri che si presentavano nel suo ufficio a chiedere denaro […]. Avevamo bisogno di qualcosa di semplice. Tre per cento? È un buon numero, un numero storico che fa pensare alla trinità" ha raccontato sempre Abeille al giornale francese. Quel tetto però ha resistito nel tempo in Francia e ha finito per influenzare anche l'Europa, entrando poi a pieno titolo nei parametri di Maastricht.