“La benzina aumenterà di 1,5 cent a litro, se non si evita l’incremento dell’Iva”

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E’ l’Unione petrolifera a lanciare l’allarme. Un mancato stop porterebbe allo Stato un miliardo in meno in accise. E rischiano di chiudere 7mila pompe di benzina.

Va evitato l'ulteriore aumento di un punto dell'Iva, così come va corretta la Robin tax. Il rischio è una  ricaduta anche sul costo del carburante. Lo ha affermato oggi il neo presidente dell'Unione petrolifera, Alessandro Gilotti, durante l'assemblea annuale nella quale si è detto fiducioso che "il governo riesca a bloccare il prossimo aumento dell'Iva che impatterebbe anche sui carburanti, deprimendo ulteriormente l’economia: ai prezzi attuali l’incremento sarebbe di circa 1,5 cent al litro". Se il consumo di carburante già è in caduta libera per "lo spropositato aumento delle accise", un mancato stop al rincaro del tassa dal 21 al 22% porterebbe soltanto "minori entrate per l'Erario", che Gilotti calcola in "circa un miliardo di euro".

La domanda di energia indietro di 20 anni – In tal senso, il presidente dell'Unione petrolifera parla di una crisi senza precedenti nel settore della raffinazione in Europa: “Nel periodo 2008-2013 sono stati chiusi 15 impianti per un totale di 1,7 milioni di barili al giorno, l’8% del totale. Nel Mediterraneo sono potenzialmente a rischio 10 raffinerie”. Anche in Italia la situazione è critica: “Sono abbastanza sicuro che qualcuna sparirà anche in Italia, almeno un paio tra quest’anno e il prossimo”. Secondo Gilotti nel nostro Paese, la domanda "è tornata indietro di 20 anni. Il calo è stato particolarmente vistoso per le vendite di carburanti" che hanno ormai superato la soglia dell'anelasticità rispetto al prezzo, mentre l'aumentata imposizione fiscale, il 20% in più per la benzina e il 28% per il gasolio nel 2012, ha depresso irrimediabilmente i consumi.

Da evitare anche la Robin Tax – Tornando alle tasse, per il presidente del’Up bisognerebbe riconsiderare anche Robin Tax ”cominciando con il non confermare l’aumento del 4% disposto nel 2011. Non ci crediamo più che verrà tolta, ma almeno non scatti di nuovo il 4%”. Quanto alla possibile estensione dell’imposta sugli impianti delle rinnovabili, Gilotti si è detto contrario: “Piuttosto la estenderei alla Grande distribuzione organizzata che vende anche carburante”.

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