La Bce avverte l’Italia: “L’incertezza politica allontana gli investitori”
Sono due i temi principali affrontati dalla Banca Centrale Europea nel consueto bollettino mensile sulla situazione economica dell'Eurozona: la graduale ripresa economica nel 2013 e l'allarme sulla fuga degli investitori. Il secondo interessa in maniera particolare l'Italia, dove si è assistito negli ultimi due mesi dell'anno a una fuga degli investitori. Questa situazione è dovuta soprattutto a una crescente incertezza politica che come spiega la Bce "è stata all'origine di alcuni flussi di capitali, con l'obiettivo di ricercare investimenti più sicuri verso i titoli emessi dai paesi con rating AAA". Questa situazione mette in pericolo l'Italia in un momento in cui la crescita dell'Eurozona continua ad essere debole. In Italia e in Spagna inoltre l'indice sul clima di fiducia ha subito "un calo più marcato, specie a partire dalla metà del 2011" rispetto agli altri paesi dell'Eurozona. La Bce fa riferimento in particolare ai consumatori, ma sottolinea che anche la fiducia delle imprese ha "mostrato andamenti analoghi" .
Possibile ripresa nel 2013 – Per la Banca Centrale Europea la debolezza dell'economia dell'Eurozona "dovrebbe protrarsi anche nel 2013", anche se nel corso dell'anno si dovrebbe assistere ad "una graduale ripresa". Perché ciò avvenga però, avverte la Bce, è necessario che i governi dei paesi dell'Eurozona "riducano gli squilibri sia di bilancio sia strutturali" e rafforzino "la capacità di tenuta delle banche". Il bollettino rileva anche che nel corso del 2012 nei paesi dell'Eurozona l'occupazione è continuata a diminuire e la disoccupazione ad aumentare, in pratica "i mercati del lavoro continuano a risentire della crisi economica e finanziaria". Nel bollettino si consiglia quindi ai Paesi dell'Eurozona di attuare in breve tempo "riforme strutturali aggiuntive per rendere l'area dell'euro un'economia più flessibile, dinamica e competitiva". In particolare si sottolinea come siano indispensabili " riforme nei mercati dei beni e dei servizi atte ad accrescere la concorrenza e la competitività, alle quali vanno affiancati provvedimenti che migliorino il funzionamento dei mercati del lavoro". Solo in questo modo si potrà "rafforzare il potenziale di crescita e l'occupazione nell'area dell'euro".