L’apocalittico scenario di Confindustria tra recessione, calo del Pil e posti di lavoro persi

l'allarme di confindustria recessione
Il Centro Studi Confindustria lancia l’allarme sullo stato dell’economia in Italia :nel 2012 il Pil calerà dell’1,6%, mentre l’occupazione subirà una nuova forte contrazione, scendendo dello 0,6%. Ci salveranno le manovre del governo? Lo sperano tutti, non solo gli analisti.

Un nuovo allarme di Confindustria descrive con toni quasi apocalittici il mercato del lavoro in Italia nel biennio 2012-2013. Si parla innanzitutto di recessione. Una forte recessione, dopo quanto aveva già preannunciato l'Ocse: «Sull'Eurozona cade l'inverno della recessione che in Italia è iniziata prima e risulterà più marcata» si legge nel rapporto negli analisti del Centro Studi Confindustria. Quanto marcata ce lo dicono i numeri. Pil in calo del 1,6% per questo 2012, a fronte di una diminuzione dello 0,5% del 2011. Dopo una tendenza negativa «tra la scorsa estate e la prossima primavera» corrispondente al crollo di due punti percentuali, bisognerà attendere solo il terzo trimestre dell'anno nuovo  – in estate, cioè – per vedere i primi segnali positivi della nostra economia Dall’autunno del 2012, invece, «si assisterà a una graduale accelerazione che consentirà di conseguire un incremento dello 0,6% medio annuo nel 2013».

Occupazione in calo

Nel frattempo l'occupazione subirà una nuova significativa contrazione, scendendo dello 0,6% nel 2012, e delle 0,2% nel 2013. Confindustria considera «molto probabile che si attenui il reintegro delle persone in Cig, aumentino i licenziamenti, il tasso di disoccupazione salga più velocemente e raggiunga il 9% a fine 2012». Il risultato saranno 957mila unità di lavoro e 800mila persone occupate in meno rispetto all'inizio del 2008. La crisi ha «falcidiato» soprattutto i giovani (-24,4% nella fascia 15-24enni e -13,3% per i 25-34enni da metà 2008 a metà 2011), maschi (-3,4%) e chi ha una minore istruzione (-10,6% per chi ha solo una licenza media). Il problema è che con la recessione si «riducono significativamente» spazi e tempi per «il trattenimento dei lavoratori da parte delle imprese».

Pressione fiscale

Via dell'Astronomia stima inoltre livelli record per la pressione fiscale che raggiungerà il 45,5 in due anni. C'è da dire che si considera pure il sommerso, la pressione effettiva «supera abbondantemente il 54%». A tal proposito il CSC sollecita un riforma fiscale e una significativa lotta all'evasione.

La soluzione?

Cosa fare dunque? Secondo Confindustria la soluzione «è preparare oggi le condizioni per avere la ripartenza tra un semestre, in modo da far tornare il segno positivo nella variazione del Pil nel 2013. La politica in Europa e anche in Italia ha cominciato a dare risposte adeguate». Per gli analisti del Centro Studi: Centro Studi:

il lieto fine per l'Italia non può consistere solo nello scampato pericolo del dissolvimento della moneta unica, cui il Paese può fornire l'innesco, ma dal ritorno all'alta crescita» che si avrà con un «breve e fitta stagione di riforme.

Nello specifico Confindustria parla del «decreto salva-Italia, che potrà consentire il pareggio di bilancio nel 2013». Ma, come detto, la luce potrebbe essere intravista già dalla tarda primavera se l'attuale esecutivo tecnico proseguirà nella complicata operazione di risanamento.

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