Juncker: “L’Italia non ha bisogno di nessun salvataggio”

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Il premier lussemburghese ed ex presidente dell’Eurogruppo ha chiesto maggior equilibrio tra austerity e politica per la crescita nell’Eurozona ricordando che c’è il rischio di rivolta sociale.

"Non credo che l'Italia avrà bisogno di un piano di salvataggio nell'immediato", con queste parole il premier lussemburghese ed ex presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker ha smentito ogni ipotesi di aiuti per il nostro Paese da parte dell'Europa. Parlando con la stampa lussemburghese prima dell'inizio dei lavori del vertice europeo a Bruxelles, Juncker dunque ha confermato la sua analisi sull'Italia ritenendo non necessario un programma di salvataggio ad hoc nel breve periodo. Rispondendo invece alle domande sulle politiche di austerity nell'Unione Europea l'ex presidente dell'Eurogruppo ha sottolineato la necessità di un maggior equilibrio tra crescita e controllo dei bilanci perché non è da escludere "il rischio di una rivolta sociale" da parte dei cittadini esasperati.

Quello in corso a Bruxelles sarà un vertice all'insegna della tensione perché anche atri Paesi come la Francia, la Spagna e il Portogallo vorrebbero maggiore flessibilità sui piani di rientro dei conti pubblici ma il rischio è che si vada allo scontro diretto con i Paesi del rigore a tutti i costi capitanati dalla Germania. Anche sul caso Cipro, uno dei punti principali in discussione, Juncker ha precisato che è escluso un piano di salvataggio come quello per la Grecia, "faccio parte di coloro che non vogliono intraprendere una seconda operazione come quella della Grecia" ha detto il premier lussemburghese.

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