Il ministro della Cultura e del Turismo Dario Franceschini è intenzionato ad andare avanti con la legge sulla regolamentazione del fenomeno dei 459mila appartamenti in affitto su Airbnb: "Il tema Airbnb va governato in modo intelligente. Il turismo vuole sempre di più diventare ‘esperienziale' e questo fa sì che le persone apprezzino sempre di più l'idea di essere ospitati in una casa in cui si può capire come vivere ‘all'italiana'. Sono forme di turismo interessanti. Ma va regolato", ha detto il ministro, parlando del disegno di legge sul turismo, un collegato alla Legge di Bilancio, che sta mettendo a punto, e che conterrà delle limitazioni per gli affittuari.

Un tentativo di riordinare la materia il Partito Democratico lo aveva già fatto, con un emendamento al dl Milleproroghe presentato alla Camera: la proposta prevedeva l'obbligo per i proprietari di casa intenzionati ad affittare un appartamento tramite la piattaforma online, di dotarsi di una licenza, rilasciata dal Comune; inoltre avrebbe introdotto anche un tetto massimo al numero di permessi. Paletti previsti anche sulla durata degli affitti: per esempio, come ha spiegato il ‘Sole 24 Ore', l'affitto di più di tre stanze, anche in case diverse, per meno di otto giorni, sarebbe stato considerato attività d'impresa, con il conseguente obbligo di utilizzare la partita Iva.

Ma l'emendamento è stato ritirato, anche a causa delle critiche arrivate da Italia viva e dalle associazioni che rappresentano i proprietari di casa. Ora il governo è di nuovo al lavoro per normare il settore ed evitare abusi: "Non è possibile che ci sia chi finge di avere Airbnb nello spirito originario e invece fa attività d'impresa mascherata – ha ripetuto Franceschini – Stiamo lavorando ad una norma che sarà contenuta nel collegato turismo alla Finanziaria, presto lo porterò in Consiglio dei ministri". 

Ma ci sono anche altri aspetti da regolamentare, come la presenza di negozi e attività commerciali nei centri storici. A questo proposito Franceschini ha ricordato la legge in vigore a Firenze: "Ringrazio Nardella perché ha dato un'indicazione a molte altre città italiane. Dal 2017 c'è una norma che consente di circoscrivere zone di particolare pregio storico artistico, nelle quali si può determinare quali attività vanno e quali no. Per evitare, da una parte, che nelle zone a grande densità turistica, chiudano botteghe storiche artigiane che sono una parte dell'attrattività dell'Italia per il turismo. E dall'altra che aprano solo negozi fotocopia, di souvenir e magliette di calciatori". E potrebbe essere proprio questo, spiega il ‘Corriere della Sera', il modello a cui pensa il ministro per applicare delle restrizioni anche su Airbnb: in altre parole invece di limitare le licenze si potrebbe intervenire direttamente sulla concessione del codice identificativo e sull'iscrizione nei portali obbligatori per chi mette a disposizione il proprio appartamento per brevi periodi.