Il destino dell’Europa nelle mani dell’Italia

Secondo un articolo apparso sul quotidiano Washington Post, l'economia mondiale tifa Monti affinché risani i nostri conti pubblici e permetta all'Europa di ritornare a crescere trainando il resto del Mondo.
Secondo un articolo apparso sul quotidiano Washington Post, l’economia mondiale tifa Monti affinché risani i nostri conti pubblici e permetta all’Europa di ritornare a crescere trainando il resto del Mondo.
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Il futuro del sistema economico mondiale dipende dal futuro economico dell'Europa che a sua volta deve fare i conti con le difficoltà di uno dei Paesi membri più importanti, l'Italia, dunque è conseguente che i conti del nostro Paese siano sotto osservazione internazionale e che tutta l'economia del globo tifi per il nostro Premier Monti. E' questo il ragionamento apparso in un editoriale economico del quotidiano americano Washington Post, che senza mezze misure punta tutto sul successo del Governo dei tecnici per far si che l'economia europea e di conseguenza quella mondiale superi la crisi e torni a crescere.

I programmi del Governo, ammettono dal Washington Post, sono impegnativi e prevedono anche misure importanti ma purtroppo puntano molto sulle entrate e poco sulla diminuzione di spesa, a parte l'intervento sulle pensioni. Il problema principale dell'Italia, però, dice il Washington Post è proprio la scarsa crescita economica che alla fine influisce sul rapporto debito Pil, anche a causa della scarsa competizione e della produttività delle nostre aziende. Il problema di fondo che tutti riconoscono è l'elevata corruzione del nostro Paese che nella pratica determina poi i posti di comando sia nel settore pubblico che privato, affidandoli spesso a persone con rapporti familistici diretti e quasi mai in base alla meritocrazia.

L'economia mondiale dipende dall'art.18?

Da buoni capitalisti, gli americani se la prendono anche con la nostra legislazione in materia di lavoro ed in particolar modo con l'art.18 dello statuto dei lavoratori, quello che non permette licenziamenti facili alle imprese sopra i 15 dipendenti. Il Washington Post ricorda che su questo punto anche Berlusconi è stato fermato, ma si augura che Monti faccia meglio imponendo ai sindacati che protestano una modifica sostanziale alle clausole che "non incentivano i dipendenti a lavorare sodo".

Insomma il Washington Post si augura che gli italiani abbiano così poco tempo e così poche risorse da accettare senza troppe opposizioni le riforme messe in cantiere da un tecnico lontano dai partiti come Monti. In fondo è vero che il tempo come i soldi stanno per esaurirsi, ma la fretta è sempre cattiva consigliera.

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