I conti correnti più vecchi sono anche quelli più costosi
Avete un conto corrente aperto da più di dieci anni? Allora sappiate che ogni anno che passa pagate di più rispetto a chi ha aperto un conto corrente due anni fa. Il problema è che non avete saputo approfittare delle offerte fatte negli ultimi tempi dalla vostra banca che vi avrebbe portato a risparmiare più di 20 euro all’anno. L’unica consolazione è che siete in buona compagnia, infatti, i vecchi correntisti sono più del 40% di tutti quelli che hanno un conto aperto in banca e agli istituti di credito non conviene certo informare i vecchi clienti. Tutto ciò è quanto emerge da un’indagine fatta dalla Banca d’Italia sui conti correnti di un campione di 11.114 correntisti di 175 banche italiane, oltre a Bancoposta.
Può farvi felice, però, sapere che in media nel 2010, in controtendenza rispetto all’andamento dei prezzi, la spesa per la gestione di un conto corrente è diminuita rispetto al 2009. La spesa è stata mediamente di 110,20 euro, che scende a 91 euro se non si considerano le commissioni pagate sugli scoperti e i finanziamenti in conto corrente. La flessione in buona parte, però, è dovuta a un calo delle operazioni sui conti. Praticamente rispetto al 2009 gli italiani hanno fatto meno movimenti e, quindi, risparmiato tutti quei soldi che ogni volta ci vengono addebitati dalle banche per le nostre operazioni. Sembra che in questo periodo di crisi gli italiani abbiano voluto risparmiare anche su questo aspetto, il dubbio che viene però è che avendo pochi risparmi c’erano anche poche operazioni da concludere.
La Banca d’Italia, comunque, ha precisato che anche con lo stesso numero di operazioni ci sarebbe stato un calo dei costi, anche se inferiore, infatti, la spesa media sarebbe stata di 111,1 euro, contro i 113,60 del 2009. Se, come sottolinea Bankitalia, la maggioranza della spesa per i nostri conti correnti è dovuta alle spese fisse, che sono quasi il 60%, mentre un 25% riguarda le spese variabili e il restante 17% è dovuto alle commissioni sugli utilizzi, è chiaro che la flessione è dovuta a più fattori. In particolare dall’indagine emerge che la flessione della spesa è dovuta sia alla diminuzione delle spese fisse che alle minori operazioni, mentre non riguarda le spese variabili che sono addirittura cresciute, soprattutto le spese di scrittura.
L’indagine, inoltre, mette al corrente che molti servizi delle banche sono più costosi rispetto a quelli dei conti correnti postali, per i quali ad esempio l'inoltro delle comunicazioni di trasparenza e le scritturazioni informatiche, sono quasi gratuiti. Insomma ancora una volta sembra che l’informazione sia la chiave di accesso al risparmio e se quelli che ci dovrebbero informare non lo fanno ricordiamoci di farlo da soli.