Gli italiani risparmiano sempre meno, in calo anche il potere d’acquisto

Gli ultimi dati diffusi dall’Istat descrivono una situazione ben poco incoraggiante: nel 2011 il risparmio delle famiglie è ai livelli più bassi dal 1995, i consumi calano e anche i profitti delle società tornano ai livelli di 17 anni fa.
Gli ultimi dati diffusi dall’Istat descrivono una situazione ben poco incoraggiante: nel 2011 il risparmio delle famiglie è ai livelli più bassi dal 1995, i consumi calano e anche per i profitti delle società è record negativo.

Gli italiani non riescono più a mettere nel salvadanaio parte dei loro guadagni e, in aggiunta a ciò, il potere d’acquisto delle famiglie continua a calare. È quanto emerge dalla lettura delle ultime cifre diffuse dall’Istat nel rapporto “Reddito e risparmio delle famiglie” che rilevano come nel 2011 la propensione al risparmio degli italiani si è attestata al 12 per cento (il valore cioè più basso dal 1995), gli investimenti fissi lordi sono in aumento dell’1.5 per cento mentre il potere d’acquisto cala dello 0.5 per cento poiché i redditi degli italiani sono cresciuti meno dell’inflazione. In poche parole, gli ultimi dati diffusi dall’Istat continuano a descrivere un Paese ancora attraversato fortemente dalla crisi. Dal 1995, cioè ben 17 anni fa, non si leggevano dei dati simili.

Le famiglie non risparmiano più – Quel 12 per cento che descrive la propensione al risparmio degli italiani appare uno dei dati più preoccupanti dell’ultima rilevazione, dati arrivati, tra l'altro, a pochi giorni di distanza da quelli sui redditi italiani forniti dal Dipartimento delle Finanze del Mef. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la propensione al risparmio è diminuita di 0.7 punti percentuali. Nonostante un aumento del reddito disponibile delle famiglie in valori correnti pari al 2.1 per cento, continua a calare anche il potere d’acquisto, sceso appunto dello 0.5 per cento. Secondo il rapporto dell’Istat cala, insomma, il potere d’acquisto degli italiani perché i loro redditi sono cresciuti meno dell’inflazione.

Per le imprese giù ai profitti – Infine l’Istat fa riferimento anche alle imprese e, i dati diffusi al riguardo, come quelli relativi al risparmio non si leggevano da 17 anni: i profitti delle imprese nel 2011 sono attestati sul 40.4 per cento. Il valore, secondo quanto rileva l’Istituto, rappresenta un calo di 1.1 punti percentuali rispetto all’anno 2010,  è record negativo. Nel 2011 il tasso di investimento delle società non finanziarie è stato pari al 22.3 per cento, ancora in riduzione rispetto all’anno precedente.

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