"Sconcertante". È questo il termine che Fca ha utilizzato per definire la causa che è stata intentata contro il colosso automobilistico italo-americano da General Motors. La notizia è stata diffusa ieri: Gm ha infatti accusato Fca di corruzione con lo United Auto Workers, il potente sindacato dei metalmeccanici a stelle e strisce. Nello specifico, ex manager dell'azienda, tra cui l'ex amministratore delegato, Sergio Marchionne, morto nel 2018, sarebbero ricorsi a tangenti per corrompere le trattative sul contratto di lavoro fra il Uaw e le tre case di Detroit fra il 2009 e il 2015. "Fca si difenderà con tutte le forze dalla causa promossa ieri da GM", si legge in una nota diffusa dal gruppo, per il quale queste accuse sono "un tentativo senza basi di distogliere l'attenzione dalle sfide proprie di quella società". Per altro, questa decisione"viene in un momento in cui Fca sta dimostrando di essere un concorrente sempre più forte" con il piano di fondersi con Psa.

Sulla questione è intervenuto anche John Elkann. Il presidente di Fca ha dichiarato che "affronteremo nei luoghi adeguati la causa intentata da Gm, che non ci preoccupa. Mi dispiace che uno faccia accuse false a una persona come Marchionne che non si può difendere". Nel corso di un incontro con i giornalisti in occasione dell'Investor Day di Exor, la holding di famiglia, Elkann si è soffermato anche sulla fusione in programma con Peugeot. "Da come stanno lavorando le nostre squadre sono incoraggiato a pensare che a fine anno avremo il memorandum d'intesa. Abbiamo rafforzato il nostro impegno sull'auto. Con Psa è un rafforzamento. Exor sarà azionista di riferimento. Potremo assicurare stabilità proprietaria all'azienda". Anche il numero uno del gruppo, Mike Manley, ha detto la sua sulla causa promossa da General Motors scrivendo una lettera ai dipendenti. "Ci tenevo a contattarvi personalmente – si legge – per assicurarvi che non ci faremo frenare da questa azione. Manteniamo alto il nostro livello di prestazioni perché ha chiaramente preoccupato alcuni dei nostri concorrenti". Tuttavia, il titolo di Fca continua a crollare in Borsa. Dopo aver chiuso con un -2,5% ieri  a Wall Street, anche oggi in apertura risultava in calo del 3,9%, a 13,42 euro. Secondo gli analisi di JpMorgan, citati da Bloomberg, la manovra avviata da Gm potrebbe arrivare a costare fino a 6 miliardi di danni per Fca.