Estate, la crisi crea disoccupazione sulle spiagge: 10mila lavoratori a casa
Oltre 10000 lavoratori stagionali – si tratta in particolare di giovani universitari che d’estate si trasformano in camerieri, bagnini e parcheggiatori – quest’anno sono rimasti a casa per mancanza di offerta. A denunciare come la crisi stia svuotando le spiagge creando anche disoccupazione è il Sindacato italiano balneari che comunque sottolinea la mancanza di offerta anche per gli altri lavoratori stagionali. Secondo quanto affermato dal Sindacato a luglio vi è stato un crollo dei turisti sulle spiagge italiane: si è registrato un calo di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno che si somma anche a quello di maggio e giugno. Le presenze al mare – fa sapere il presidente del Sindacato – sono calate sia a causa della crisi economica, sia a causa del maltempo. “Speravamo – ha detto Riccardo Borgo – che, come lo scorso anno, luglio segnasse una netta inversione di tendenza. Non è stato così, le differenze in meno rispetto allo scorso anno rimangono significative”. In particolare le regioni che maggiormente hanno pagato la crisi e il maltempo sono state la Calabria, la Campania, il Lazio e la Puglia (-20%). Hanno sofferto un po’ di meno, invece, Marche e Veneto dove il calo è stato del -5%.
La speranza riposta nei turisti stranieri – Il Sindacato italiano balneari fa sapere di affidarsi, come ultima speranza per invertire la rotta, agli stranieri. Gli italiani, infatti, tendono ad affollare le spiagge solo nel fine settimana cercando di spendere il meno possibile. Quest’anno, invece, tedeschi, inglesi, francesi, russi, polacchi, argentini e cinesi sono più numerosi rispetto allo scorso anno anche se – ha fatto sapere Borgo – si concentrano soprattutto nelle regioni del nord Italia. Secondo il Sib, il mare rimane la meta preferita di chi va in vacanza, (ancora oggi è scelto da oltre il 60% dei turisti), ma sarà davvero difficile recuperare il pessimo inizio di stagione. E a rimetterci sono, appunto, anche i ragazzi che d’estate tentano di lavorare sulle spiagge, spesso per pagarsi gli studi d’inverno.