Dopo i tagli multipli di S&P. Sarkozy: “sono morto” e Monti è “determinato a fare le riforme”

reazioni a catena dopo il downgrade operato da standard e poors
Reazioni a catena dopo la bocciatura di ben nove Paesi dell’Eurozona da parte di Standard & Poor’s. Sarkozy è ormai consapevole di aver perso la sua corsa all’Eliseo. Monti si dice pronto ad andare avanti con le riforme Sarcasmo per Bossi: «Italia in malora».

Paura per ciò che succederà, rabbia per non essere riusciti ad evitarlo, ma in molti già se l'aspettavano. Sono queste le reazioni di Eurolandia nel day after del declassamento multiplo operato da Standard & Poor's: l'agenzia americana ha bocciato ben nove Paesi, con la Francia che ha perso la tanto difesa tripla A e analogo downgrade è toccato all'Austria. Il debito sovrano dell'Italia ha perso la A per la prima volta e di due gradini sono scese pure Spagna (tripla B+, come noi), e Portogallo che viene sotterrato al livello "spazzatura" BB.

Le reazioni da Bruxelles

Da Bruxelles non l'hanno presa molto bene. Secondo il Commissario Olli Rhen la sberla collettiva di S&P è «una decisione aberrante». Il Commissario europeo al mercato interno Michel Barnier si è, invece, dice «sorpreso» dalla tempistica di Standard & Poor's, dal momento che il declassamento è avvenuto «mentre tutti i governi e tutte le istituzioni europee sono al lavoro» per rispondere alla crisi economica.

Determinazione per Monti, ironia per Bossi

La "retrocessione" dell'Italia in serie BBB+ non fa che mettere alla luce tutte le difficoltà del Paese nel portare a termine gli obiettivi prefissati. In particolare «il taglio – si legge nel comunicato in cui S&P spiega il motivo di questo nuovo downgrade operato ai danni del nostro Paese – riflette quella che consideriamo una crescente vulnerabilità dell'Italia ai rischi di finanziamento esterni e le negative implicazioni che ciò può avere per la crescita economica e quindi per le finanze pubbliche». Nonostante l'ambiente politico sia «migliorato» col nuovo governo tecnico e manovre adottate possono «migliorare la competitività» in ambito europeo «ci aspettiamo che ci sia un'opposizione alle attuali ambiziose riforme del governo e questo aumenta l'incertezza sull'outlook di crescita e quindi sui conti pubblici», spiega l'agenzia di rating.

Arriva direttamente da Palazzo Chigi la reazione al taglio operato da S&P:

«Il governo è ancora più determinato ad andare avanti con il programma di riforme stabilito, come riconosce la stessa agenzia Standard e Poor's nel suo rapporto sull'Italia. Bisogna promuovere soluzioni a livello europeo per sostenere gli sforzi nazionali in favore della crescita e dell'occupazione».

Alle parole di Monti, hanno fatto seguito quelle delle varie personalità politiche italiane, che oggi saranno impegnate in una serie di incontri in materia di liberalizzazioni. Secondo il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, il downgrade del debito sovrano di molti Paesi europei «è la sconfessione della linea tedesca». «Il rating colpisce gli altri ma lo sconfitto è il governo Merkel e la sua linea». Soliti sberleffi da Umberto Bossi: «Per fortuna che i professori dovevano risolvere i problemi. L'Italia va in malora». Mentre per Casini «il declassamento dell'Italia non può cambiare la nostra politica. Il governo sta facendo cose giuste e deve continuare su questa strada.»

L'Italia «è il problema numero uno»

Secondo Ewald Nowotny, banchiere centrale austriaco e membro della BCE il taglio del rating dell'Italia «è il problema numero uno», perché il nostro Paese quest'anno ha la necessità di un rifinanziamento molto consistente. Sebbene Nowotny non si dica preoccupato per la perdita della tripla A dell'Austria, è convinto che il downgrade multiplo «possa danneggiare gli sviluppi positivi visti nelle ultime settimane in Europa.

Francia, addio tripla A = addio presidenziali per Sarkozy?

In Francia la scure di S&P si è abbassata proprio alla vigilia delle elezioni presidenziali. Una decisione che probabilmente metterà la parola fine sulle possibili ambizioni di ricandidatura di Sarkozy, che già lo scorso autunno aveva confidato ai suoi collaboratori che «se perdiamo la tripla A, sono morto». La corsa all'Eliseo sorride ora più che mai a Francois Hollande, che ha dichiarato che ha fatto notare che la battaglia del presidente francese per conservare la tripla A «è stata persa: mi dispiace», ha detto Hollande, ma «è una politica che è stata declassata», ed «è la politica condotta dal 2007 che è stata messa in causa».

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