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Il ritiro dell'Italia dall'unione monetaria. E' quanto ha chiesto il membro del parlamento tedesco Klaus-Peter Willsch, facente capo alla formazione politica della Cancelliera Angela Merkel, alla luce dell'incertezza politica in Italia determinata dallo scompiglio del voto di lunedì. "Se un Paese non è in grado di convincere la maggioranza della popolazione a rispettare gli impegni relativi al funzionamento della moneta unica, quel paese dovrebbe tornare alla propria moneta", ha dichiarato Willsch al sito online della testata Handelsblatt. Non è bastato, dunque, il monito di Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica, giustamente, ha chiesto rispetto dai suoi interlocutori oltre confine, dopo che il candidato cancelliere tedesco ha definito “clown” Berlusconi e Grillo.

Con riferimento al Belpase, Willsch, già noto in Germania per le sue posizioni anti-europeiste, ha spiegato che la moneta unica deve rimanere se è utile a tutti: insomma, se una nazione non è in grado di convincere il suo popolo a impegnarsi perché l’Euro funzioni, senza ricorrere a nuove consultazioni, lo si deve lasciare libero di tornare alla sua moneta nazionale. In altre parole, sottolinea, il deputato dell'Unione dei Democristiani (UDC), la Zona Euro dovrebbe essere aperta al cambiamento: "se vogliamo tornare a una coesistenza pacifica e rispettosa in Europa, e prendere sul serio il diritto dei popoli all’autodeterminazione, bisognerebbe uscire dall’ideologia ‘euro-europeo'". E dello stesso parere sembra essere anche Frank Schäffler, parlamentare anti-euro dell’Fdp (liberali radicali), secondo il quale la moneta unica deve essere più flessibile: "Se l'euro vuole sopravvivere, deve diventare una moneta che respira. I membri che non riescono o non possono adeguarsi, devono poter uscire da questo club monetario".