Crisi, anche la ristorazione colpita: nel 2013 già chiuse 14.871 attività

A cura di D. F.
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Nel primo semestre di quest’anno il saldo tra aperture e chiusure è negativo di 4.186. Non mancano, però, modi originali per tentare di resistere alla crisi del settore.

Qualche anno fa, dopo l'esplosione della crisi economica, l'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi tentò di sdrammatizzare e affermò che la crisi era più che altro psicologica, e che ovunque andasse vedeva "ristoranti pieni". Non era vero allora, e non è vero neppure oggi. Lo conferma Confcommercio, rendendo noto che le imprese della ristorazione che hanno cessato di esistere nel 2012 sono state 9.345, mentre nel primo semestre del 2013 sono state 14.871 a fronte di 9.985 aperture. Un saldo, dunque, di 4.186 chiusure. Lino Stoppani, presidente di Fipe Confcommercio, ha commentato: "Il nostro settore ha perso molta marginalità, tra ricavi inferiori e aumento della concorrenza dello ‘street food'. Se molti operatori continuano a stare a galla è anche grazie alla conduzione familiare che caratterizza la maggior parte dei nostri associati e alla capacità di adattarsi alla situazione da loro sviluppata". La crisi della ristorazione, con il particolare di un aumento di nuove attività da parte di imprenditori stranieri (ormai giunti a quota 40.000), assume una valenza meno negativa tuttavia – nota Fipe Confcommercio – se rapportata a quanto sta accadendo sul fronte dei consumi alimentari domestici "dove i tagli di budget delle famiglie hanno assunto dimensioni ciclopiche".

Ma non mancano i tentativi di resistere alle difficoltà. Alcuni sono stati raccolti nel libro ‘La ristorazione', curato da Roberta Parollo, Lorenzo Farina, Fabio Fulvio e Luciano Sbraga: si scopre che i ristoratori hanno escogitato tra l'altro diversificate e originali formule anticrisi: dalle formule di ristorazione senza cucina, all'alta cucina abbinata a ingredienti poveri a prezzi accessibili, alla possibilità addirittura per il cliente di stabilire il prezzo del pasto. "L'imprenditore che innova è quello che esce prima e meglio dalla crisi – sottolinea il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – e innovare deve essere oggi alla portata di tutti. Per questo tramite le nostre guide vogliamo soprattutto offrire un utile strumento al servizio degli imprenditori".

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