Crisi, allarme Istat: disoccupazione e recessione anche nel 2013

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Nel rapporto sulle prospettive economiche per l’Italia, l’Istat avverte che anche l’anno prossimo il Pil sarà in calo così come i consumi anche a causa di un tasso di disoccupazione in crescita.

La crisi economica incombe ancora sul nostro Paese ed è lontano il momento della ripresa nonostante gli sforzi compiuti in questi ultimi mesi dall'Italia. E' l'allarme lanciato oggi dall'Istat nel suo rapporto sulle prospettive per l’economia italiana, dove si evidenzia che anche il 2013 sarà un anno di sofferenze per la nostra economia. "Nonostante l'attenuazione degli impulsi sfavorevoli ed un moderato recupero dell'attività economica" si legge nel comunicato Istat nel secondo semestre del 2013 la variazione media annua del Prodotto interno lordo resterà  leggermente negativa, al -0,5%. Insomma la ricchezza del Paese anche per l'anno prossimo diminuirà e saremo ancora in recessione anche se più contenuta. Con la caduta del Pil avvertono dall'Istat "la durata della crisi attuale supererebbe così sia quella del biennio 2008-09 (5 trimestri) sia quella del periodo 1992-93 (6 trimestri).

La disoccupazione continua a crescere – Le cattive notizie non finiscono qui perché anche sul fronte dell'occupazione il quadro è molto negativo. Secondo le previsioni dell'Istituto di statistica nazionale, infatti, se per quest'anno si prevede un incremento del tasso di disoccupazione pari al 10,6% "nel 2013 il tasso di disoccupazione continuerebbe a salire all'11,4% a causa del contrarsi dell'occupazione, fenomeno cui si dovrebbe accompagnare un aumento dell'incidenza della disoccupazione di lunga durata".  Con il miglioramento delle condizioni economiche generali atteso nella seconda parte del 2013, spiegano dall'Istat "il deterioramento delle condizioni complessive del mercato del lavoro potrebbe attenuarsi", anche se rimarranno negative.

Crollo dei consumi – Questi due fattori, disoccupazione e perdita di ricchezza delle famiglie, derivanti anche dagli scarsi investimenti sia delle imprese che delle amministrazioni pubbliche, porterebbero ad una generale diminuzione dei consumi. A causa della debolezza dei redditi infatti dopo il crollo del 3,2% di quest'anno "la spesa privata per i consumi registrerebbe nel 2013, una nuova diminuzione dello -0,7%". Con una domanda interna così drasticamente ridotta, unica ancora di salvataggio appaiono le esportazioni visto che  la domanda estera sia quest'anno che nel 2013 resta la principale fonte di sostegno alla crescita. Secondo l'Istat alcune modifiche alla legge di stabilità, ora allo studio del Governo, potrebbero migliorare la situazione. "Un intervento sull’IVA limitato all’aliquota ordinaria, accompagnato da misure di riduzione del cuneo fiscale in sostituzione della manovra sulle aliquote e le detrazioni dell'Irpef, avrebbe un effetto di stimolo (ancorché contenuto) dell’occupazione e di riduzione dell’inflazione rispetto ai risultati dello scenario di previsione" scrivono dall'Istat, avvertendo però che gli effetti sulla crescita per il 2013 restano poco significativi.

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