Dopo la definizione dell'intero territorio nazionale come zona protetta per l'emergenza coronavirus e il protocollo tra sindacati e associazioni imprenditoriali sulla sicurezza sui luoghi di lavoro contro i rischi di contagio, è stato approvato il decreto Cura Italia, con le misure economiche e i 25 miliardi stanziati per fronteggiare il lockdown delle attività produttive non essenziali. Il provvedimento stanzia fondi per diverse esigenze finanziarie, dagli straordinari del personale sanitario al sostegno per la liquidità di imprese e famiglie. Il Titolo II è dedicato agli ammortizzatori sociali per i lavoratori, per i quali si prevede una spesa di oltre 9 miliardi di euro: vediamo quali sono le misure previste, dalla cassa integrazione all'indennità di 600 euro per gli autonomi.

Cassa integrazione

In caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza coronavirus, i datori di lavoro possono presentare domanda di concessione di cassa integrazione ordinaria: la durata massima è di nove settimane, può partire dal 23 febbraio e comunque deve terminare entro il mese di agosto. Ne possono godere anche i lavoratori neoassunti (che di solito sono invece esclusi dalle misure di integrazione salariale). Le aziende che avevano già attivato il trattamento di integrazione salariale straordinaria possono comunque fare domanda: in caso, la cassa integrazione ordinaria sostituisce quella straordinaria.

Congedi parentali o bonus baby sitter

È previsto un congedo parentale straordinario di massimo quindici giorni, continuativi o frazionati, che spettano alternativamente a entrambi i genitori: se il figlio ha meno di 12 anni, è prevista un'indennità pari al 50% della retribuzione (normalmente spetta invece il 30% solo se il bambino ha meno di 6 anni). Questa misura riguarda sia i lavoratori dipendenti, sia i lavoratori iscritti alla Gestione Separata. Se il figlio ha un'età compresa tra 12 e 16 anni, uno dei due genitori ha diritto di astenersi dal lavoro per la durata di sospensione di scuole e servizi educativi, senza retribuzione né indennità ma con diritto alla conservazione del posto di lavoro. Non si possono richiedere questi congedi se uno dei due genitori è disoccupato, non lavoratore o beneficiario di misure di sostegno al reddito per cessazione o sospensione dell'attività lavorativa.

In alternativa alla richiesta di congedi parentali, è possibile richiedere un bonus, corrisposto tramite libretto famiglia, per un importo fino a 600 euro per l'acquisto di servizi di baby sitting. Il bonus raggiunge i 1000 euro per i lavoratori del settore sanitario.

Permessi per disabilità di un familiare

In caso di figlio disabile, i congedi parentali straordinari per quindici giorni danno diritto all'indennità pari al 50% della retribuzione anche se il minore ha più di 12 anni. Sono inoltre aumentati di ulteriori 12 giorni, complessivi per i mesi di marzo e aprile, i permessi previsti dalla legge 104 per l'assistenza a un familiare disabile.

Indennità una tantum

Sono previste indennità una tantum di 600 euro per diverse categorie di lavoratori: professionisti con partita iva, titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) iscritti alla Gestione separata, autonomi iscritti alle Gestioni speciali Ago, lavoratori stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali, operai agricoli a tempo determinato (che abbiano lavorato almeno 50 giornate effettive nel 2019), lavoratori dello spettacolo (iscritti all'apposito fondo pensione, con almeno 30 contributi giornalieri nel 2019 e con un reddito nell'anno precedente inferiore a 50mila euro). L'indennità in questione non concorre alla formazione di reddito.

Proroghe e sospensioni

Sono prorogati di sessanta giorni i termini per la presentazione delle domande di disoccupazione agricola, Naspi e Dis-Coll. La stessa proroga, senza interessi o sanzioni, vale per il versamento di contributi previdenziali, assistenziali e dei premi di assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico. Sono sospesi per sessanta giorni anche i termini per l'impugnazione dei licenziamenti. Per limitare gli spostamenti sul territorio, sono sospesi gli obblighi previsti per i percettori del Reddito di cittadinanza e le altre misure e condizioni previste per i percettori di Naspi e Dis-Coll.

Reddito di ultima istanza

Sono stanziati 200 milioni di euro per l'istituzione di un fondo, il Fondo per il reddito di ultima istanza. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, insieme al Ministero dell'economia e delle finanze, deve prevedere entro trenta giorni misure e modalità di concessione di un'indennità per lavoratori dipendenti e autonomi, che abbiano cessato, ridotto o sospeso la propria attività lavorativa per via dell'emergenza coronavirus, che nel 2019 hanno prodotto un reddito da lavoro inferiore a 10mila euro.

Quarantena equiparata alla malattia

Come ipotizzato, il periodo trascorso in quarantena o permanenza domiciliare con sorveglianza attiva si considera malattia, con diritto all'indennità corrispondente. Il medico curante deve redigere il certificato di malattia indicando gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla misura di prevenzione. Nei casi accertati di infezione da coronavirus in occasione di lavoro si applica la tutela per infortunio, con competenza INAIL.

Fondo per dotazioni di sicurezza

È previsto un fondo da 50 milioni (corrisposto da Inail a Invitalia) da erogare alle imprese per l’acquisto di dispositivi e strumenti di protezione individuale per limitare i rischi di contagio da Covid-19.