Contratti: 6,7 milioni di dipendenti in attesa di rinnovo, stipendi fermi

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Come rileva l’Istat a maggio il numero dei contratti collettivi da rinnovare è al suo massimo dal 2011. Di conseguenza nello stesso mese le retribuzioni restano ferme.

Sono circa 6,7 milioni i dipendenti italiani che a maggio sono ancora in attesa di rinnovo contrattuale. Lo rivela l'Istat nel rapporto sui contratti collettivi e le retribuzioni pubblicato oggi in cui si evidenzia che è il numero massimo mai raggiunto dal febbraio 2011. Secondo i calcoli dell'istituto nazionale di statistica a maggio sono in attesa di rinnovo ben 52 accordi contrattuali,  quindici dei quali riguardano il pubblico impiego, per un totale di una platea di lavoratori pari a circa 6,7 milioni di dipendenti, di cui 2,9 milioni solo nella pubblica amministrazione. Cifre considerevoli che rappresentano oltre il 52% del totale dei dipendenti con contratti collettivi. Nel mese di maggio infatti è stato siglato un solo accordo mentre ne sono scaduti due.

Retribuzioni ferme a maggio – Con il mancato rinnovo contrattuale di pari passo vi è anche il mancato adeguamento degli stipendi che infatti a maggio 2013 sono sostanzialmente immutati. A maggio come calcolato dall’Istat l’indice orario delle retribuzioni contrattuali è rimasto invariato rispetto ad aprile mentre su base annua rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente si è avuto un aumento tendenziale dell’1,4%. Complessivamente quindi nei primi cinque mesi del 2013 la retribuzione oraria media dei lavoratori dipendenti è cresciuta dell’1,4% a fronte di un'inflazione all’1,1% su base annua.

Aumenti nulli per il pubblico impiego – Nel dettaglio le retribuzioni contrattuali a maggio fanno segnare un incremento tendenziale dell’1,9% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. Per quanto riguarda invece i macrosettori industriali gli incrementi tendenziali maggiori si registrano per alimentari e tabacchi (+5,8%); pubblici esercizi e alberghi (+2,9%) e per legno carta e stampa e telecomunicazioni (+2,5%).

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