Commercio al dettaglio: a maggio e giugno più negozi aperti che chiusi

A cura di D. F.
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Un segnale positivo: nel terzo bimestre 2013 ‘piccolo boom’ di aperture, con 7.546 nuove imprese, +88% rispetto a marzo-aprile (4.014). Bene soprattutto il Nord Italia.

Un piccolo segnale positivo per gli esercizi commerciali al dettaglio: per la prima volta dal 2012, infatti, si è registrato un saldo positivo tra aperture e chiusure. A renderlo noto è l'Osservatorio Confesercenti, che nel terzo bimestre 2013 rileva un ‘piccolo boom' di aperture: 7.546 nuove imprese, +88% rispetto a marzo-aprile (4.014). Da inizio 2013 hanno però chiuso senza essere sostituite 11.328 imprese. Secondo l'associazione di categoria si tratta di un lieve segnale di ripresa di cui è necessario avere molta cura, in particolare non "soffocando" i titolari con le tasse. Sempre secondo Confesercenti nel terzo bimestre di quest'anno le cessazioni del commercio al dettaglio sono state 6.124, solo il 12% in meno rispetto al periodo marzo-aprile. Certo, niente rispetto al ‘buco nero' del primo bimestre, quando a chiudere i battenti erano stati più del doppio degli esercizi, 13.775, compensati da appena 3.992 nuove aperture.

Più in particolare, fanno registrare buoni numeri il commercio al dettaglio alimentare (1.191 iscrizioni e 924 cessazioni) e la distribuzione no-food (6.355 aperture contro 5.200 chiusure). In maggiore difficoltà invece il settore moda, che a maggio e giugno ha segnato un saldo negativo di 132 unità portando il saldo totale dall'inizio dell'anno ad un ‘rosso' di quasi 4mila negozi. Il saldo positivo è da imputare soprattutto al Nord Italia, che ha fatto registrare il 73% del totale delle nuove aperture.

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