Borse in nero, la Fed spaventa l’Europa. Bruciati 230 miliardi
Sono segnali di fumo, nerissimo, quelli che arrivano dagli Stati Uniti e hanno un pessimo effetto sui mercati europei. Quello che sta per terminerare è un vero e proprio giovedì di passione. Chiusura in profondo rosso per quasi tutte le borse del Vecchio Continente, travolte dall'ondata di vendite innescata dall'annuncio del presidente della Federal Reserve (la banca centrale di Washington), Ben Bernanke, che ieri si è dichiarato pronto a diminuire gradualmente gli acquisti di titoli, che al momento ammontano a 85 miliardi di dollari al mese, fino a interromperli del tutto a metà 2014, sempre che la ripresa dell'economia americana prosegua come si spera.
Chiusura in forte calo per la Borsa di Milano, con l'indice Ftse Mib che cede il 3,09% a 15.549 punti. Il Ftse All Share lascia sul terreno il 2,94% a 16.524 punti, mentre il Ftse Italia Star segna un ribasso dell'1,72% a 12.361 punti. A Piazza Affari le vendite hanno investito soprattutto i titoli del credito: la Banca popolare dell’Emilia Romagna ha ceduto l’8,07%, Bpm il 5,4%, Intesa Sanpaolo il 4,6%, Unicredit oltre il 4%, Mps il 3,75%. Nell’energia debole Saipem (-5,18%), nell’industria Fiat ha perso il 4,78%, giù anche Telecom (-4,59%) ed Enel (-3,18%).
Bruciati 230 miliardi – Ma Milano non è la peggiore in Europa: il Dax di Francoforte perde il 3,28% a 7.928,48 punti, il Cac 40 di Parigi cede il 3,66% a 3.698,93 punti, l'Ftse Mib di Milano arretra del 3,09% a 15.549,23 punti, l'Ftse 100 di Londra scende del 2,98% a 6.159,51 punti, l'Ibex di Madrid lascia sul terreno il 3,41% a 7.822,1 punti. Ad ogni modo, secondo l'indice Stoxx 600, le Borse europee hanno bruciato 230 miliardi, Piazza Affari, da sola oltre 11 miliardi. In apprensione anche il delicato settore dei titoli di Stato, che tuttavia ha mostrato una minore instabilità rispetto all'azionario. Lo spread tra Btp italiani a 10 anni e Bund equivalenti della Germania ha chiuso tra i 260 e i 276 punti base, addirittura in calo rispetto ai livelli di mercoledì. Tuttavia secondo i dati di Mts è aumentato a 289 punti in chiusura.
Paura sulle piazze finanziarie asiatiche- In realtà a spaventare gli investitori non è soltanto l’annuncio della Fed. Dall'altra parte del Pacifico, in Cina, arrivano ulteriori segnali preoccupanti sull'espansione economica. Il dato sulla manifattura infatti è arrivato ai minimi da settembre secondo il China Purchasing managers flash di Hsbc. Uno scenario nel quale i listini dell'est hanno perso mediamente il 3,6%, registrando la peggiore caduta in quasi due anni. Male soprattutto le quattro piazze finanziarie più importanti d'Asia come Hong Kong (-2,64%), Shangai (-2,34%), Seul (-2%) e Tokyo (-1,74%).