Un inizio di anno nero per i mercati finanziari mondiali che hanno inaugurato il 2016 con una serie di ribassi che non si vedevano da molto tempo. Che la situazione delle Borse non fosse rosea si è avvertito già dai primi scambi di questo lunedì sui mercati finanziari asiatici che a fine giornata sono letteralmente crollati. In Cina addirittura c'è stata la chiusura anticipata delle piazze di Shanghai e Shenzhen secondo le nuove direttive imposte dal governo centrale dopo che il Csi300, che raggruppa i 300 titoli maggiori, ha fatto segnare un ribasso del 7%. Negative però anche Tokyo, con l’indice Nikkei che arretra di 3,06 punti percentuali, Seul, che ha terminato gli scambi a -2,17%, e Hong Kong che ha fatto segnare la flessione maggiore negli ultimi tre mesi a -2,7%.

Il rosso dei mercati asiatici però ha trascinato al ribasso anche i listini europei con conseguenze molto pesanti. a Piazza Affari il Ftse Mib è sceso del 3,20% e il Ftse All Share del 3,01%, a Francoforte il Dax30 a subito un calo del4,28%, a Parigi il Cac40 a Parigi ha perso il 2,47%, mentre a Londra il Ftse100 il 2,39 per cento. A Milano, tra i titoli a maggiore capitalizzazione, le vendite hanno interessato un po' tutti i settori, compreso il lusso. Tra le poche eccezioni la Ferrari che, in controtendenza rispetto ai listini, al debutto sulla piazza milanese ha chiuso le contrattazioni in rialzo dello 0,53%.

Il lunedì nero dei mercati finanziari però si è propagato anche negli Stati Uniti dove Wall Street in apertura registra un crollo dei principali listini arrivando a segnare addirittura la peggiore apertura dal 1932. L'indice Dow Jones è sceso brevemente sotto la soglia psicologica dei 17mila punti prima di riprendersi leggermente e a metà seduta perde il 2,38%. Il Nasdaq invece cede il 2,66% e lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,44%.