Con il via libera definito alla manovra si concretizzano alcune misure introdotte dal governo: tra queste c’è anche il bonus befana, uno strumento pensato per incentivare i pagamenti elettronici attraverso il rimborso di parte della spesa sostenuta per gli acquisti effettuati con carte, bancomat e app. Il bonus scatterà nel 2021 e la legge di Bilancio prevede uno stanziamento di tre miliardi annui per il 2021 e il 2022. Sulla cifra che verrà rimborsata ai cittadini c’è ancora poca chiarezza, però.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha parlato di rimborsi fino a 2 mila euro: “Abbiamo tre miliardi dalla lotta all’evasione che noi destineremo come superbonus nelle tasche dei cittadini. Credo che arriveremo a liquidare, a far trovare nei conti correnti, fino a 2mila euro sulla base degli acquisti che si accumuleranno. Non solo carta di credito, offriremo un ampio ventaglio di pagamenti digitalizzati”. Mancano ancora le regole del superbonus befana: le modalità attuative, infatti, dovranno essere stabilite attraverso un decreto del ministero dell’Economia, da adottare dopo aver sentito il Garante per la privacy ed entro il 30 aprile 2020.

Come funziona il bonus befana: il meccanismo del cashback

Il sistema che verrà impiegato per questo bonus è quello del cashback: il contribuente paga e poi si vede restituire una percentuale di quanto speso. Il rimborso sarà in percentuale (non si sa ancora quale) sugli acquisti effettuati con mezzi di pagamento elettronici. Quindi il premio varrà per gli acquisti effettuati, e registrati con sistema di pagamento elettronici, con bancomat, carte e anche attraverso le app. La percentuale viene accumulata dall’utente e alla fine viene erogato il rimborso o direttamente sul conto corrente o sulle carte utilizzate per i pagamenti.

Bonus befana, a quanto ammonterà il rimborso

La cifra massima rimborsabile potrebbe essere di 2mila euro, stando a quanto dichiarato da Conte. In una prima versione del bonus befana, trapelata ad ottobre con la Nota di aggiornamento al Def, si era ipotizzato un tetto massimo di spesa su cui dare il rimborso di 2.500. Il che vuol dire che il rimborso inizialmente pensato era molto più basso di quello di cui parla adesso Conte: in quel caso di prevedeva una detrazione del 19%, il che voleva dire che il rimborso massimo – su 2.500 come tetto di spesa – ammontava a 475 euro. La cifra, quindi, potrebbe essere rivista al rialzo, secondo quanto riportato dal presidente del Consiglio.

Chi può accedere al bonus befana

Per usufruire del bonus befana è necessario avere alcuni requisiti, previsti dalla legge di Bilancio. L’obiettivo è quello di incentivare i cittadini italiani e maggiorenni a ricorrere maggiormente ai pagamenti elettronici. Il bonus vale per le persone fisiche maggiorenni e residenti nel territorio dello Stato. Si specifica anche che si deve trattare di spese “fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione”, quindi per semplici acquisti. Può usufruire di questo particolare meccanismo di cashback chi effettua “abitualmente acquisti con strumenti di pagamento elettronici da soggetti che svolgono attività di vendita di beni e di prestazione di servizio”.

Perché si chiama bonus befana

Il premio verrà erogato solamente all’inizio dell’anno successivo alle spese effettuate. Quindi, considerando che la misura dovrebbe partire a luglio 2020, il primo rimborso arriverà a gennaio 2021. Il premio per chi usa mezzi di pagamento elettronici, quindi, entrerà nei conti correnti degli italiani con l’inizio del nuovo anno e in corrispondenza dell’Epifania. Da qui il nome di bonus befana, utilizzato dallo stesso Conte. In una prima fase questo bonus dovrebbe prevedere un unico rimborso annuale a gennaio, ma quando la misura sarà a regime si ipotizza che il cashback diventi mensile o che venga erogato al momento del raggiungimento delle soglie che verranno previste con il decreto attuativo.