Bankitalia: per i giovani sempre meno opportunità di lavoro, soprattutto al Sud
Per i giovani italiani sotto i 30 anni "le opportunità di lavoro continuano a deteriorarsi in tutte le Regioni" inesorabilmente, ma in particolar modo nel Mezzogiorno. A lanciare l'allarme su uno dei dati più preoccupanti scaturiti dalla crisi economica è stata la Banca d'Italia nel suo rapporto sulle "Economie delle Regioni italiane" diffuso oggi. Da Palazzo Koch ricordano che a soffrire maggiormente la mancanza di lavoro nel nostro Paese sono proprio le future generazioni ed in particolare i giovani del Sud d'Italia, dove nel 2001 è stato registrato un tasso di disoccupazione delle persone con meno di 30 anni pari a oltre il doppio di quello complessivo nazionale.
Differenze marcate tra nord e sud dell'Italia – Del resto il dato era ben chiaro dalle periodiche rilevazioni istat sulla disoccupazione e rispecchia l'andamento economico generale del Paese. Nell'industria in senso stretto e nelle costruzioni, infatti, il forte calo del numero di occupati è stato costante negli ultimi anni, a fronte di un leggero aumento nel settore dei servizi. Andamento dell'occupazione che riflette tra l'altro le differenze territoriali nell'industria e nell'economia, così se nel Nord-ovest e nel Nord-est dell'Italia il Pil nel 2011 è aumentato sopra la media nazionale, nel centro e soprattutto al Sud la stagnazione dell'economia si è fatta sentire particolarmente.
Al sud anche i consumi crollano – E come spiegano da Bankitalia, in presenza di una più debole dinamica dell'occupazione e delle retribuzioni anche l'andamento dei consumi ha evidenziato un calo considerevole. Anche in questo caso a risentirne di più il centro sud dove "il traino della domanda estera è stato più contenuto" rispetto alle regioni settentrionali del Paese. Anche per quanto riguarda il capitolo prestiti bancari, infine, nel 2011 è da registrare un calo consistente in tutta la Penisola, ma con una maggiore diminuzione al sud rispetto al nord e al centro. Un calo, che ha riguardato sia i finanziamenti alle famiglie che quelli alle imprese, che Bankitalia spera si possa riuscire a contrastare attraverso lo sblocco delle risorse già stanziate nel fondo per lo sviluppo e la coesione e una riprogrammazione dei fondi strutturali.