Con il Natale, periodo di spese per tutte le famiglie, si avvicina anche l’arrivo della tredicesima. La mensilità aggiuntiva che viene corrisposta ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Si tratta di un tredicesimo stipendio annuale che viene anche definito come ‘gratifica natalizia’. Corrisponde a un dodicesimo dell’intera retribuzione annua e si matura anche in caso di assenze per malattia, infortunio o per maternità. Vengono invece esclusi dal computo i giorni di congedo parentale, di sciopero, di malattia del bambino, di permessi e aspettative non retribuite, così come i compensi per gli straordinari, i notturni e i festivi a meno che non abbiano carattere di continuità.

La tredicesima nasce, storicamente, come una sorta di regalo del datore di lavoro ai dipendenti in occasione delle festività natalizie. Come ricorda Il Corriere della Sera, dal 1937 fu introdotta come obbligo per gli impiegati del settore dell’industria. Poi, dal 1946, è stata estesa anche ad altre categorie e ai pensionati. Viene erogata a dicembre e, in ogni caso, prima di Natale. Un’altra possibilità è quella che la tredicesima venga dilazionata su ogni singola busta paga mensile dei dipendenti che, in tal caso, non la ricevono quindi a dicembre.

Quando viene pagata la tredicesima

La ‘gratifica natalizia’ arriva nelle tasche dei lavoratori intorno al 15 di dicembre. In alcuni casi, però, viene erogata più a ridosso del Natale, magari anticipando il pagamento dello stipendio di dicembre ai giorni precedenti al Natale, invece che alla fine del mese: in questi casi con la mensilità viene pagata anche la tredicesima. I pensionati, invece, la ricevono prima: quest’anno verrà accreditata il 2 novembre, ovvero il primo giorno lavorativo del mese per le banche e per le poste.

Come si calcola la tredicesima

L’importo della tredicesima varia in base al tipo di lavoratore o pensionato. L’importo ricevuto, comunque, è inferiore a quello dello stipendio normale, perché è più tassato e non beneficia delle detrazioni né per il lavoratore dipendente né per i familiari a carico. Per gli impiegati, spiega il Corriere, la mensilità aggiuntiva viene calcolata sul numero dei giorni di lavoro effettivi: un mese viene retribuito per intero se il lavoro è stato di almeno 15 giorni completi.

Per quanto riguarda gli operai, il calcolo viene effettuato sulla base delle ore di lavoro effettuate. Se il pagamento è mensile, però, la tredicesima è pari allo stipendio. Se è settimanale, si basa sulle ore lavorative previste dal contratto. Per i pensionati, invece, la tredicesima si calcola sulla base del numero di assegni ricevuti durante l’anno. Se la pensione viene erogata da gennaio, allora la gratifica natalizia viene calcolata su 12 mensilità, con una tredicesima piena. Se riceve l’assegno previdenziale da meno mesi, allora la tredicesima si calcola sui mesi effettivi in cui la pensione è stata ricevuta.

Cos’è il bonus tredicesima

Legato alla tredicesima c’è anche un altro bonus, denominato appunto ‘Bonus tredicesima’. Va solamente ai pensionati con redditi bassi, ai titolari di prestazioni assistenziali e a chi ha una pensione indiretta o di reversibilità. La cifra massima erogata è di 154,94 euro. Riceve il bonus pieno chi ha un reddito annuale inferiore ai 6.596,46. Chi invece percepisce un reddito che va da questa cifra a 6.751,40 riceve un bonus solamente parziale.