Anche gli immigrati pagheranno la crisi: aumenti per i permessi di soggiorno

Da gennaio entrano in vigore le nuove norme sui permessi di soggiorno che prevedono un nuovo contributo che va dagli ottanta ai duecento euro a seconda della validità temporale dei permessi.
Da gennaio entrano in vigore le nuove norme sui permessi di soggiorno che prevedono un nuovo contributo che va dagli ottanta ai duecento euro a seconda della validità temporale dei permessi.

La crisi economica è forte e in Italia il Governo tenta in tutti i modi di racimolare fondi attraverso tagli alla spesa pubblica, ma soprattutto attraverso aumenti della tassazione e nuove imposte a cittadini e imprese. In questo nuovo contesto economico non sono stati risparmiati gli immigrati che, secondo le nuove regole, saranno chiamati a sborsare dagli ottanta ai duecento euro allo Stato per la richiesta di un permesso di soggiorno. Con la pubblicazione dell'ultima Gazzetta ufficiale del 2011, infatti, entra in vigore, a partire da questo mese, una norma varata ad ottobre dal Governo Berlusconi in cui si dà attuazione ai vecchi contributi sui permessi di soggiorno mai applicati.

Nel dettaglio, per i permessi validi fino ad un anno, ad esempio quelli per il lavoro stagionale, il contributo è di 80 euro, per quelli da un anno a due anni di validità si dovrà sborsare 100 euro, mentre per quelli definitivi e senza scadenze ben 200 euro di contributo. Questi costi ovviamente si vanno a sommare a quelli già previsti per la marca da bollo, per le spese postali e per il rilascio del permesso elettronico. Alla fine, dunque, un notevole esborso per gli stranieri che intendono risiedere in Italia e che sicuramente influirà pesantemente sulle loro tasche. Fortunatamente da questi nuovi pagamenti saranno esentati tutti quelli che chiedono permessi per cure mediche o per motivi umanitari e soprattutto i richiedenti asilo politico. Esclusi dalla norma anche i permessi per i figli minori di immigrati.

I Fondi racimolati con questo nuovo contributo saranno però accantonati per essere usati nei servizi agli stessi immigrati, come per il finanziamento del Fondo Rimpatri e i pagamenti per gli sportelli unici per l'immigrazione. Con la crisi incombente i Governi cercano di far quadrare i conti, e in Italia per diminuire l'enorme deficit pubblico creato negli anni e arrivare nel 2013 al pareggio di bilancio è stata varata la cosiddetta Manovra Salva Italia. Tutti gli italiani sono stati chiamati a contribuire per questi necessari sacrifici e tutti dovranno volentieri o meno accettare le nuove regole compresi i migranti che vogliono stabilirsi nel nostro Paese.

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