Coldiretti: “Due giovani su tre sognano di lavorare la terra”
I giovani italiani sognano di tornare alla terra? A quanto pare sì, stando a quanto ha rivelato Coldiretti in occasione del Vinitaly, che si sta tenendo in questi giorni a Verona. Per l'associazione di categoria degli agricoltori oltre 2 giovani su 3 vorrebbero partecipare alla vendemmia 2014, trainati dalla passione per il vino esplosa in particolare negli ultimi anni. I ragazzi sarebbero interessati all'esperienza professionale, ma anche ad effettuare investimenti importanti in agricoltura, nella convinzione che sia uno dei pochi settori che possono resistere alla crisi economica. Le aziende agricole specializzate in viticoltura sono ben 19.423 su 141mila ettari di territori ocondotte da under 40 anni e rappresentano il 12% del totale delle 161.716 aziende agricole ‘giovani', secondo le elaborazioni Coldiretti sui dati relativi all'ultimo censimento.
In altri termini un giovane su 10 che decide di investire in agricoltura lo fa nel campo enologico. Coldirett ha dato il via a un sistema informatico autorizzato dal ministro del Lavoro che opera attraverso un apposito sito web nazionale nel quale verranno acquisite, archiviate e rese disponibili pubblicamente sia le richieste di manodopera delle imprese che i curriculum degli aspiranti dipendenti.
In questo quadro crescono anche le iscrizioni all'università: basti pensare che alla Statale di Milano tra il 2010 e il 2014 le iscrizioni alla laurea di primo livello in "Viticultura e Enologia" hanno fatto registrare un incremento del 38%. A rivelarlo è sempre Coldiretti, che spiega: "Gli studenti che hanno scelto viticoltura ed enologia sono passati dai 319 dell'anno accademico 2010/2011 ai 440 attuali. A scegliere questo corso di laurea sono in prevalenza i ragazzi, anche se il numero di quote rosa sta aumentando: se nel 2010 le iscritte erano 73, oggi sono 108 (+48%). La laurea del gruppo agrario ed enologico si colloca sul podio tra quelle con i migliori esiti lavorativi occupazionali con l'82,5 per cento dei laureati che è occupato a cinque anni dalla conclusione del ciclo di studi contro il 74,2 per cento di quelli del gruppo giuridico".