"Mi permettete di rispondere con una grassa risata? Tutti nati il primo gennaio, tutti scomparsi, ora vorrebbero un risarcimento in denaro… Basta prendere in giro gli italiani! La pacchia è finita e i barconi non arrivano più: al massimo gli mandiamo un Bacio Perugina!". È la risposta del ministro degli Interni Matteo Salvini alla richiesta di risarcimento, che va dai 42mila ai 71mila euro, avanzata da 41 migranti eritrei, che si trovavano a bordo della Diciotti, il pattugliatore della Marina militare italiana, in cui sono rimasti bloccati per giorni 177 profughi, a cui il governo italiano ha negato lo sbarco.

Il ricorso presentato contro il ministro Salvini e contro il premier Giuseppe Conte, che è stato presentato al tribunale civile di Roma, arriva anche alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. L'avvocato Alessandro Ferrara, che ha curato il ricorso della rete legale del centro Baobab Experience, ha spiegato che si tratta di un'azione civilistica di risarcimento danni, con la quale si chiede al giudice "se la restrizione della libertà personale di quanti erano trattenuti sulla nave Diciotti sia stata conforme ai principi fondamentali dell'ordinamento giuridico nazionale, internazionale ed europeo". I giudici del tribunale civile di Roma prima, quelli della Corte europea dei diritti dell'uomo poi, valuteranno quindi quanto accaduto e se la negazione dello sbarco sia stata legittima o meno.

"La battuta del ministro degli Interni Salvini sul Bacio Perugina da regalare ai migranti della Diciotti fa capire come sia più competente in enogastronomia più che in giurisprudenza: deve ricordarsi che sta al Viminale e non a Masterchef", ha commentato Giovanna Cavallo, dell'area legale di Baobab Experience annunciando una conferenza stampa, fissata per domani. "In questa vicenda si parla di diritti umani violati e di persone che non possono diventare oggetto di campagna elettorale", ha sottolineato Cavallo.

La replica di Giorgia Meloni

"Siamo alla farsa: ormai l'Italia viene trattata come lo zimbello del mondo intero e ci ridono in faccia. 41 immigrati della nave Diciotti chiedono un risarcimento al Governo italiano perché non sono stati fatti sbarcare subito. Perché li abbiamo fatti sbarcare, li abbiamo accolti, li stiamo mantenendo ma li dovevamo far sbarcare subito. Un risarcimento che va dai 40 ai 70mila euro a testa. Somme che milioni di italiani non hanno mai visto". Lo ha detto in un video su Facebook la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. "Noi di Fratelli d'Italia vogliamo risolvere definitivamente il problema dell'immigrazione clandestina. Vogliamo un blocco navale al largo delle coste della Libia perché questi barconi non devono partire più, così non c'è il problema di dove vanno e di dove vengono accolti; vogliamo i centri per trattenere gli immigrati irregolari che arrivano qui e vogliamo i rimpatri. Basta: non ne possiamo più".