Testo e significato di Vacci Piano, Emma e Rkomi si uniscono per la rabbia di un amore finito

Emma Marrone torna con "Vacci piano", canzone uscita oggi, e lo fa con Rkomi al suo fianco, in quella che è la loro prima collaborazione. Una ballad rock che è stata prodotta da Juli insieme a Francesco "Katoo" Catitti, composta dalla cantante e dallo stesso Juli, mentre il testo è firmato dai due cantanti a cui si aggiunge la penna di Tredici Pietro, fresco reduce dal suo primo festival di Sanremo, dove ha gareggiato nei Big con "Uomo che cade". Emma è reduce dal successo di "Brutta storia", che la vedeva per la prima volta al fianco di Juli, il quale scrive anche questa canzone, e nella chitarra che accompagna questa storia d'amore ormai terminata sembra esserci proprio una firma. Il duetto con Rkomi unisce due artisti che hanno un'attitudine molto simile e Emma continua nella scelta perfetta dei singoli con cui raccontarsi. La sua voce e il suo percorso narrativo sono perfettamente raccontati in questa canzone. Forse è Emma, chissà, ma i suoi feat non suonano mai forzati, si sente sempre una chimica nelle voci, nel racconto, e Rkomi è il compagno perfetto.
Il testo di Vacci Piano
Scusa se ancora ti chiamo
Sono polvere da sparo
Volevo solo litigare
Volevo solo un po’ di te
Per dirti quelle cose poco serie
Per farti ridere di me
Perché dire di no
è una cosa che non so fare
Ma se mi chiedi di dirti basta
Almeno dopo non tornare
Stammi lontano
Parlami piano
Quante parole
Non ci capiamo
C'è un manicomio di promesse sopra il tavolo
E poi c’è un angolo di cose che non dirò mai
O vacci piano (o vacci piano)
Ti sembra il caso (ti sembra il caso)
Svegliamo tutti stanotte mentre ci urliamo
E poi ti odio, mi fa strano
Non doveva, non doveva andar così
Ma quante crisi in un solo ombelico
Te lo dico da amico
Amo il cinema anch’io ma non sono bravissimo
Non facciamo capricci
Piangevo a comando soltanto da piccolo
Son cresciuto carnivoro
Ed ora quel male è diventato un virus
Sto parlando con Dio
Alza quella testa
Dalla tesi
Dal lavoro che ti porti in giro
Oggi prenditelo un giorno libero
Un brava ogni tanto puoi dirtelo
Cosa mi piace di te
Che mi fa incazzare e fumar sigarette
Dimmi cosa ti prende
Perché dire di no
è una cosa che non so fare
Ma se mi chiedi se passa,
Mi ammazzo lo sai
Per te potrei tornare
Stammi lontano (stammi lontano)
Parlami piano (parlami piano)
Quante parole, non ci capiamo
C’è un manicomio di promesse sopra il tavolo
E poi c’è un angolo di cose che non dirò mai
O vacci piano
Ti sembra il caso
Svegliamo tutti stanotte mentre ci urliamo
E poi ti odio, mi fa strano
Non doveva, non doveva andar così
Se penso alle notti da panico
Un disastro, complicato
Se ci penso nemmeno mi agito
Sei cambiato, rovinato
Come puoi essere ciò che non sei?
Come noi, come due estranei nei mezzi
Ti sei allontanata
Io non ho imparato
Non doveva andar così
Parlami piano
Non ci capiamo mai
oooo
ooooo
oooooooooooooo
Vacci piano
Ti sembra il caso
Svegliamo tutti stanotte mentre ci urliamo
E poi ti odio, mi fa strano
Non doveva, non doveva andar così.
Il significato di Vacci piano

"Vacci piano", canzone a due voci, racconta la rabbia e il dolore di una storia che ormai è arrivata alla fine, come si legge anche nella nota stampa. Ma basta leggere il testo per capire che i due artisti sono le voci di questa relazione che ormai non faceva stare bene più nessuno. È una storia finita, ma nel momento in cui si è messa la parola fine eppure l'abitudine ha ancora una forza importante, come mostrano i primi versi: "Scusa se ancora ti chiamo, sono polvere da sparo. Volevo solo litigare, volevo solo un po’ di te". C'è una donna che chiede all'ex di non tornare nel momento in cui ha messo la parola fine: "Perché dire di no è una cosa che non so fare, ma se mi chiedi di dirti basta almeno dopo non tornare".
E poi c'è la classica rivendicazione di come un amore grande non doveva finire in odio. C'è Rkomi che canta del "manicomio di promesse sopra il tavolo", ma alla fine anche la sua parte viene cantata a due voci, quasi come se le esperienze si accavallassero e mescolassero: "Come puoi essere ciò che non sei? Come noi, come due estranei nei mezzi. Ti sei allontanata" dice Rkomi mentre entrambi chiudono ribadendo che "non doveva andar così".